VOLA ALTO IL MEETING NAZIONALE DEI GIORNALISTI CATTOLICI

La comunicazione di Dio si fa “rete” con quasi 200 “Pellegrini nel Cyberspazio”

ELISA PAOLINI, 27.06.2015           NEW FOTOGALLERY

GROTTAMMARE - Già nell’etimologia del verbo “comunicare”, dal latino communicare, mettere in comune, è racchiuso il profondo significato di quanto accaduto nella bella Grottammare (AP), tra il 18 e il 20 giugno, nella tre giorni della seconda edizione del Meeting Nazionale dei Giornalisti Cattolici: «Comunicare Dio» è stato il tema centrale della sorprendente iniziativa che ha accolto le esperienze, la professionalità e le idee di quasi 200 giornalisti provenienti da tutta  Italia. In veste di eccellente conduttore il dinamico Don Andrea Bianchi de “La Voce del Popolodi Brescia.

L’eccellente organizzazione del convegno è stata possibile grazie alla passione e all’impegno del bravissimo Simone Incicco del giornale diocesano L’Ancora unitamente al sostegno della Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), dell’Agenzia Sir (Servizio informazione religiosa), dell’Ordine dei Giornalisti delle Marche, dell’Ucsi (Unione Cattolica Stampa Italiana) e dell’agenzia di stampa internazionale Zenit.

A dare il via all’evento è stata la lettura del telegramma di Papa Francesco che, rivolgendosi agli organizzatori, ai relatori e a tutti i partecipanti, ha sottolineato l’importanza di attingere alle risorse spirituali nel trattare gli avvenimenti del mondo, ribadendo la sua vicinanza a quanti condividono giorno dopo giorno «la sfida comunicativa della Chiesa nell’aiutare l’uomo contemporaneo ad orientarsi a Cristo».

Il titolo attribuito al Meeting, Pellegrini nel cyberspazio, ben sintetizza la riflessione del convegno, volta ad eliminare definitivamente quelle labili barriere tra il mondo della religione e quello della tecnica, con il proposito di sfruttare le potenzialità del web e, in particolare, dei social network, settore in cui sempre più si consuma il gioco della comunicazione: risulta, pertanto, fondamentale cercare di padroneggiare le nuove tecnologie per impartire uno sguardo cristiano alle notizie.

Con tale obiettivo la costa adriatica marchigiana si è resa luogo di confronto e di incontro di numerose personalità che, tramite la condivisione delle proprie competenze e testimonianze, si sono fatte carico del «onere» e, perché no?, del «rischio» come afferma il Monsignor Giovanni D’Ercole, vescovo di Ascoli Piceno, di essere dei “cattolici giornalisti”.

La prima giornata aperta da Monsignor Carlo Bresciani, vescovo della diocesi locale di San Benedetto del Tronto, ha visto protagonisti sul palco figure quali il Cardinale Edoardo Menichelli, Arcivescovo di Ancona e Osimo, Antonio Gaspari, direttore di Zenit e Andrea Tornielli, coordinatore di Vatican Insider. Proprio quest’ultimo ha evidenziato il bisogno nel lavoro giornalistico di lasciarsi ferire e penetrare dalla realtà per riuscire a comunicare senza essere fautori e, nel contempo, vittime di banali semplificazioni. La necessità di una comunicazione, dunque, in grado di recuperare un intenso sguardo sull’uomo, capace di trarre ispirazione dalla centralità della persona e che non tralasci, in quanto esercizio, il momento del silenzio e dell’ascolto.

La seconda giornata ha registrato, invece, gli interventi di esperti del mondo dei social media come Daniele Bellasio, caporedattore del Sole 24 Ore, Alessandro Chessa dell’IMT Lucca, Ilaria Barbotti di Instagram, i quali hanno approfondito le infinite possibilità comunicative di Facebook, Twitter, Instagram e il “neonato” Periscope, strumenti capaci di rispondere, seppur spesso in modo disordinato, ai molteplici bisogni di coloro che, non solo ricercano, ma producono contenuti.

La grande sfida per il giornalista appare, dunque, quella di inserirsi sempre più nella grande comunità creata dalla rete, senza rimanervi impigliato, di appropriarsi dei nuovi linguaggi per orientare, non più una conversazione “da uno a molti”, ma un vero e proprio dialogo “da molti a molti”.

Proprio a riguardo il giornalista Simone Incicco, responsabile organizzativo dell’evento, ha dichiarato: «La Chiesa cattolica ha da duemila anni il primato dell’universalità, dobbiamo fare in modo che la nostra generazione lo rinnovi nell’attualità e lo trasmetta con entusiasmo attraverso i nuovi mezzi a disposizione, Pellegrini nel cyberspazio alla ricerca della misericordia di Dio».

Nella giornata conclusiva del Meeting la presidente del Concorso giornalistico nazionale, “testate on line, Beatrice Testadiferro premia i vincitori tra cui per la sezione giornalistica Gianni Ferraro della diocesi di Ivrea con l’articolo San François de Sales, patrono dei giornalisti pubblicato sulla testata culturale  ilVideoGiornale.it e per la sezione Video il Tgweb della diocesi di Palermo con il servizio Un non vedente legge la Sacra Scrittura in chiesa; segue la toccante testimonianza di fede del neo Vescovo del Patriarcato Caldeo di Baghdad, Monsignor Basel Yaldo.

Intervistato da Marta Petrosillo, Mons. Yaldo ha spronato i presenti a rendersi “voce” del dramma che colpisce da tempo i cristiani iracheni (e non solo), una persecuzione fattasi progressivamente più aspra, dopo la caduta di Saddam Hussein e con l’avvento della ferocia dell’Isis, tra il silenzio totale della comunità internazionale. Una disperata richiesta di aiuto quella di Yaldo volta a responsabilizzare e a squarciare il velo dell’indifferenza che troppo spesso avvolge e cela la sofferenza di quanti rinnovano con tenacia la fedeltà alle proprie scelte di vita anche in situazioni avverse ed ostili.   

Testimonianza forte, a suggello degli alti contenuti emersi nel corso della tre giorni che ha fatto riflettere molto icattolici giornalistidecretando il successo di questa seconda edizione del Meeting.

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