“TIPICITÀ”: TERRITORI DA COMUNICARE

Eppur si muove! Esperienze nel mondo dell'informazione e della comunicazione tra il dramma del sisma e le spinte alla rinascita

Benedetta Grendene, 05.02.2018

FERMO - «C'è più amore nel rimettere insieme i frammenti che nel dare per scontata l'integrità di un vaso che, riparato, acquista un’inspiegabile nuova bellezza, più simile alla vita. Ci vuole qualcuno che veda nel pezzo rotto la bellezza» (Alessandro D’Avenia, “Ciò che inferno non è”).

Arriva un tempo in cui la dolorosa narrazione dei drammatici eventi sismici che tra il 2016 e il 2017 hanno piegato il centro Italia, lascia spazio alla speranza e alla ricerca di “un’inspiegabile nuova bellezza, più simile alla vita” perché frutto di un dolore inenarrabile. La 26° edizione di Tipicità, evento di incontro e crocevia delle qualità che si è svolta dal 3 al 5 marzo a Fermo nelle Marche, non poteva dimenticare le ferite che molto hanno provato anche la nostra regione. Durante il dibattito moderato dal giornalista Andrea Braconi nella mattinata di sabato 3 marzo, si è aperta una sorprendente carrellata di testimonianze che raccontano come sia possibile ripartire e ripensare la propria vita in modo positivo, guardando la realtà con occhi nuovi attraverso uno storytelling delle esperienze virtuose nella delicata fase della ricostruzione. È il caso di “Appennino”, il diario cinematografico estremamente intimo e realistico del regista Emiliano Dante che essendo aquilano ha vissuto il dramma del sisma in prima persona. In questo suo terzo film sul terremoto ricostruisce l’identità perduta attraverso i volti degli abitanti di Amatrice, Arquata del Tronto e Norcia che incontra lungo il cammino. «La comunicazione in questi momenti di crisi può diventare uno strumento di terapia personale ed è preziosa per tutti se è partecipata, empatica e corale. Il terremoto non è un fatto “altrui”, è un evento “nostro” perché abbiamo perso territori che fanno parte comunque della nostra identità» afferma Elena Pascolini, psicologa e antropologa che si è messa a disposizione degli sfollati nelle tendopoli di Arquata offrendo supporto in particolar modo ai giovani che insieme hanno costituito l’Associazione Chiedi alla polvere per restare uniti e gettare un seme per ripartire.

Matteo, Giulia e Federico sono i tre bambini, protagonisti della graphic novelLa zona rossa” scritta da Silvia Vecchini e illustrata da Sualzo per comunicare senza inganno e sempre nella verità il senso di vuoto e quell’atmosfera sospesa che si avvertono quando molte cose cambiano e pochissime certezze restano. Il libro pubblicato dalla casa editrice “Il Castoro” nasce proprio dal desiderio di offrire vicinanza alle popolazioni colpite sostenendo il "Progetto la zona rossa", laboratorio di teatro per ragazzi a Montefortino uno dei comuni colpiti dal terremoto, situato alle pendici dei Monti Sibillini.

«A chi ha perso tutto e riparte da zero perché niente finisce quando vivi davvero»: aveva nel cuore anche le comunità colpite dal sisma Fiorella Mannoia quando sul palco del prestigioso Teatro Ariston a Sanremo nel febbraio 2017 cantava “Che sia benedetta”. Forse mai avrebbe immaginato che di lì a pochi mesi insieme ad altri meravigliosi artisti come Niccolò Fabi, Ron, Luca Barbarossa, Max Gazzè, Francesco De Gregori avrebbe sposato l’idea di RisorgiMarche il festival diffuso interamente all’aria aperta, tra verdi radure e sconfinate praterie nelle zone più belle e suggestive appartenenti ai comuni del cratere. Nato da un’idea dell’attore marchigiano Neri Marcorè sostenuto dal direttore esecutivo Giambattista Tofoni, RisorgiMarche è stato un festival di popolo: i tredici eco-concerti in calendario da giugno a luglio sono stati un grande segno di una comunità in cammino che su di sé avverte tutto il senso di appartenenza e il carico di responsabilità. Un lungo e faticoso pellegrinaggio laico con camminate impegnative sotto il sole per raggiungere le località spesso impervie, volutamente lontane dal mondo e immerse nel silenzio mistico della natura. In quelle verdi radure ogni volta si è rinnovato un piccolo miracolo ancora possibile grazie alla musica che unisce e non divide mai. Neri Marcorè e Giambattista Tofoni che a Tipicità hanno ricevuto un simbolico riconoscimento per l’impegno e la tenacia messe in campo affinché non si spengano i riflettori sulla nostra terra, ci hanno dato appuntamento alla seconda edizione. Non ci resta che attendere per assaporare nuovamente la bellezza dello stare insieme, in questa esperienza artistica di vita e di solidarietà che è RisorgiMarche.

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