LA STELE DELLA IENCA AL COMANDANTE DOMENICO GIANI

Premiato l’angelo custode del Papa che comanda la Gendarmeria Vaticana

Giustino Parisse, 8.08.2018

L'AQUILA - E' l'uomo a cui è affidata la sicurezza del Papa. E' un volto noto in tutto il mondo. In ogni occasione pubblica e soprattutto nei viaggi apostolici del Pontefice Domenico Giani , 56 anni, nato ad Arezzo e comandante della gendarmeria Vaticana è sempre a fianco di Francesco (e prima di Benedetto XVI).

Domenica 5 agosto a San Pietro della Ienca, piccolo borgo montano alle falde del Gran Sasso nei pressi di Camarda dove c'è il primo santuario europeo dedicato a San Giovanni Paolo II, il generale Giani ha ricevuto il premio internazionale “La Stele della Ienca” giunto alla 17esima edizione e promosso dall'associazione culturale “San Pietro della Ienca” presieduta dall'ex consigliere comunale Pasquale Corriere.

Hanno preso parte alla cerimonia il cardinale Giuseppe Petrocchi arcivescovo dell'Aquila che ha celebrato la Messa nel piccolo edificio sacro dedicato a Wojtyla, il questore Orazio D'Anna, l'assessore comunale alla cultura e al turismo Sabrina Di Cosimo, il consigliere provinciale Lelio De Santis, il rettore del santuario don Claudio Tracanna. Con Domenico Giani c'erano alti ufficiali della Gendarmeria fra cui il colonnello Giuseppe D'Amico testimone diretto delle visite private di Giovanni Paolo II in Abruzzo e in particolare a San Pietro della Ienca. “Si accendeva un falò, il Papa consumava un piccolo pasto e poi si pregava e si cantava sotto una tenda” ha ricordato D'Amico. Di Cosimo e De Santis hanno ribadito l'importanza per L'Aquila di un luogo come San Pietro della Ienca ormai legato indissolubilmente alla figura di Giovanni Paolo II. Pasquale Corriere non si è fatto sfuggire l'occasione per consegnare a Giani una lettera per Francesco in cui viene ribadito l'invito a visitare L'Aquila con, possibilmente, una tappa anche al Santuario. E nei “conversari” fra i protagonisti della cerimonia (c'era anche il gentiluomo di Sua Santità Giovambattista Santucci) l'argomento visita all'Aquila è stato toccato più volte. Sembra farsi concreta la possibilità che il Papa arrivi nel capoluogo in occasione della Perdonanza 2019, a 10 anni dalla visita di  Benedetto XVI pochi giorni dopo il terremoto e con la ragionevole certezza che il Santo Padre potrà visitare anche il cantiere per la ricostruzione del Duomo. Sarà il cardinale Petrocchi, che ora può comunicare con il Papa senza filtri, a scandire tempi e modalità di un evento di cui anche le istituzioni locali _ e il Comune in particolare _ dovranno farsi carico se vogliono che si realizzi.

Ma l'attenzione dei tanti che si sono recati nel piccolo villaggio montano, dove spiritualità e bellezze ambientali si fondono in uno scenario unico e dal forte fascino, era tutta per Domenico Giani il quale ha ringraziato per il premio e ha detto, richiamandosi all'insegnamento di San Francesco d'Assisi: “Io mi considero un servo inutile, se pur con delle grandi responsabilità. Insieme a tutti gli uomini della Gendarmeria siamo al servizio del successore di Pietro e quindi della persona che lo Spirito Santo sceglie. Il premio che viene dato oggi a me è un premio a tutta la Gendarmeria, il nostro è un lavoro di squadra senza il quale io non potrei fare nulla”. Giani ha ricordato la lunga storia (200 anni) della Gendarmeria e le attività benefiche che compie a favore dei deboli e di chi soffre. Presente alla cerimonia la giornalista Rai, Alessandra Ferraro che ha fatto da tramite fra la Gendarmeria e l'associazione presieduta da Corriere per l'organizzazione dell'evento. Il comandante Giani negli anni scorsi è stato anche docente all'Aquila nella facoltà di Scienze dell'investigazione.

 
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