NASCE “CONCILIUM”, IL NOME È GIÁ UN PROGRAMMA

Con Alessandra Ferraro Presidente onorario sicuramente si impegnerà fortemente a “promuovere la persona”, secondo le direttive che Chiesa ha tracciato con il Concilio Vaticano II di San Giovanni XXIII

Giuseppe Sciavilla, 21.02.2019

TORINO - Mi trovavo, giorni fa, nella sede del Centro Servizi per il volontariato di Torino Vol.To per la presentazione di una nuova Associazione di promozione sociale denominata CONCILIUM in compagnia di due carissimi amici: Alessandra Ferraro, brillante giornalista RAI e il papà Gianni Ferraro, massmediologo.

Personalmente mi ha molto colpito questo nome per questa nascente associazione. Il termine Concilium ha radici etimologiche e linguistiche molto antiche, deriva dal latino che in italiano è tradotto CONCILIO. Questo termine si usa soprattutto nel linguaggio ecclesiale per indicare una “riunione” collegiale di Vescovi. Ma “CONCILIO” ha prima di tutto una radice greca, viene da SYNODOS che significa “camminare, convenire  insieme”.

La Chiesa nei suoi venti secoli di storia ha sempre respirato questo stile collegiale per guidare tutto il popolo di Dio verso la salvezza eterna attraverso la mediazione umana e per comunicare al mondo la perenne novità del Vangelo: Cristo verità antica e sempre nuova. Tanto da indirne venti concili.

A mio modesto parere, credo che nella Storia della Chiesa ci sia stato un evento epocale che ha segnato tutto il secolo del’900, secolo che è stato definito da un teologo anglicano Dibelius Il secolo della Chiesa. Questo evento è stato il Concilio Vaticano II che ha cambiato il volto della Chiesa.

Il Concilio Vaticano II si tenne a Roma in San Pietro dove si videro protagonisti i Vescovi convenuti da tutte le parti del mondo, voluto fortemente da Papa Giovanni XXIII, indetto nel 1959 nella Basilica di San Paolo fuori le mura. Due parole-chiavi furono proposte dal Papa per avviare il Concilio e per dare un nuovo impulso alla vita della Chiesa: Rinnovamento e Aggiornamento. Il Concilio durò circa tre anni dal 1962 al 1965. Tre anni di dibattiti, di riflessioni e soprattutto di dialogo e di riconciliazione, favorendo soprattutto l’unità ininterrotta da secoli con i fratelli cristiani separati: d’Oriente e d’Occidente. Fu un Concilio diverso dai precedenti. In genere i concili dei secoli passati definivano i Dogmi, cioè le verità di fede come la Trinità e i Sacramenti. Il Concilio Vaticano II è stato un Concilio “Pastorale” e non dogmatico, ha solo confermato quello che la Chiesa attraverso la Tradizione ha sempre proposto. La novità del Concilio Vaticano II è proprio il suo stile Pastorale, cioè quello di comunicare le verità di fede in modo più immediato e comprensibile all’uomo contemporaneo, spesso distante dalla fede. Credo che la sintesi del Concilio Vaticano II è la Costituzione pastorale sul rapporto Chiesa-Mondo: Gaudium et Spes, in cui i Padri Conciliari definiscono gli elementi più significativi della vocazione dell’uomo e i problemi più urgenti in cui la Chiesa deve essere presente e far sentire il volto misericordioso del Padre prendendo in considerazione i vari aspetti: della vita odierna e della società umana, la dignità del Matrimonio e della Famiglia, la promozione della Cultura, la vita economica e sociale, la vita della comunità politica e infine la Pace e la promozione dei popoli. Soprattutto per la Promozione umana e sociale, la Chiesa ha insistito molto negli anni successivi al Concilio e questa neonata Associazione Concilium non fa altro che attuare e perpetuare quello che la Chiesa ha sempre fatto e il Concilio ancor più intensamente ha definito e sostenuto. In una società tra globalizzazione e individualismo tutti siamo chiamati ad offrire la testimonianza della Koinonia, cioè della Comunione.

Per “promuovere” l’uomo, come l’associazione Concilium s’impegnerà a fare, occorre una formazione cristiana “sostanziosa”, più che mai necessaria per vivere bene la vocazione cristiana nel mondo di oggi. I giovani soprattutto dovrebbero coltivare una fede pensata, capace di dialogare in profondità con tutti, con i fratelli non cattolici, con i non Cristiani e i non credenti, portando avanti la generosa condivisione con i poveri e i deboli, secondo l’originaria “prassi” della Chiesa: l’Eucarestia. Benedetto XVI in una sua splendida omelia tenuta a Genova nel 2008 disse rivolgendosi ai giovani presenti, impegnati in un cammino vocazionale: Non abbiate timore, anzi, sentite l’attrattiva delle scelte definitive, di un itinerario formativo serio ed esigente. Solo la misura alta del discepolato affascina e da gioia. E’ quello che Papa Francesco continua a dire ai giovani: “Dialogate con gli anziani e i nonni perchè sono uomini e donne carichi di esperienza, dove da loro potete attingere i valori più alti e travasarli nella vostra vita”.

Termino dicendo che non ho vissuto in prima persona il Concilio Vaticano II in quanto sono nato vent’anni dopo, ma la mia formazione teologica e pastorale è stata incentrata sulle disposizioni conciliari: Cristo-Chiesa-Mondo e Storia. Mi reputo, umilmente, un Cristiano innanzitutto e un sacerdote formato alla scuola del Concilio. Ringrazio San Giovanni Paolo II che ha definito il Concilio: “Il grande dono dello Spirito Santo”. Il Concilio è stato avvolto da un vero Carisma di Profezia che ha animato i Padri Conciliari. Il Concilio è terminato, affermava Paolo VI “Papa del Concilio”, ma continua nella Storia, non ci obbliga a guardare indietro, ma a guardare all’eredità che esso ci ha lasciato, e che è presente e durevole per l’avvenire.

Auguro di cuore alla nuova Associazione CONCILIUM, costituitasi il 12 febbraio dell’anno 2019, con la Presidenza onoraria della eccellente giornalista vaticanista Alessandra Ferrarodi attingere alle ricchezze che questo Concilio del XX secolo ci ha elargito.

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