LA COMUNICAZIONE SOCIALE OGGI
Come favorire l'incontro tra giornalisti e volontariato

Alessandra Leo, 18.06.2017             FOTOGALLERY

TORINO – L’importanza della buona notizia nel binomio comunicazione-volontariato: di questo e molto altro si è discusso mercoledì 14 giugno durante l’incontro “La Comunicazione Sociale oggi – Come favorire l’incontro tra giornalisti e volontariato”, ospitato nel prestigioso Teatro di Rete7, corso Regio Parco 146.

Dalle 14,30 alle 18 il congresso – organizzato dall’Ordine dei Giornalisti del Piemonte  in partnership con Vol.TO – ha visto affrontare diversi argomenti inerenti la corretta trattazione dei temi sociali; dalla scelta del linguaggio più congruo all’importanza di veicolare notizie efficienti.

Stefano Arduini, relatore dell’incontro e redattore-capo del magazine “Vita”, ha sottolineato al riguardo: «Lo scopo primario della Comunicazione è quello di “mettere in comune”, condividere e rendere fruibili le notizie. In questo senso la buona Comunicazione trasmette sempre buone notizie: non necessariamente dal contenuto felice, ma approfondito e veritiero in ogni sua parte. Ecco perché titoli e sommari sono fondamentali quanto il testo stesso per trasmettere efficientemente un messaggio».

Anche il direttore di “Redattore Sociale”, Stefano Trasatti, concorda e sottolinea inoltre che titoli e sommari dal sapore “mieloso”contaminano la veridicità dell’informazione trasmessa. «Angeli del fango», «Eroi», «Esercito del bene» e non solo: simili definizioni retoriche non descrivono appieno le tante sfaccettature del volontariato, che appare come un’attività aproblematica e fiabesca. «Spesso i media si sottomettono erroneamente a tre cliché: quello del “volontariato che piace” – mitizzato – del “volontariato che piace sui social” – acchiappa-like – e del “volontariato che si piace” – autocelebrativo. I volontari non sono le vittime sacrificali che vengono dipinte ma bensì persone consapevoli, che scelgono di vivere nell’altruismo e ne traggono soddisfazione».

Non solo teoria: durante il congresso Salvatore di Salvo, che dirige l’ufficio stampa dell’Azione Cattolica Italiana dell’Arcidiocesi di Siracusa, racconta di come “TeleStrada Press” abbia concretamente unito giornalismo, buone notizie ed attività socialmente utili. Giornale di strada siciliano, la sua redazione è composta da persone senza dimora o in condizione di povertà e disagio: «Il giornale viene ceduto ad offerta libera, indicativamente 2 euro a copia. Più della metà del guadagno va ai redattori, fornendo loro un aiuto concreto dal punto di vista economico». Dunque una buona notizia in ogni senso possibile, che “fa del bene” e “comunica bene”, avvicinando il Giornalismo alla strada e ad ogni persona che la abita. Anche Alessandra Ferraro, vice caporedattore RAI Valle d’Aosta, invita i professionisti in sala a non smettere mai raccontare belle storie: «Non solo cronaca nera e scandali che fomentano odio e violenza, anche le buone notizie possono dare ottimi risultati in termini di qualità e visibilità, conquistando le prime pagine. Con le loro fake news, i mass media non devono trasformarsi in un’arma di distruzione di persone e popoli. Amare la verità,vivere con professionalità e rispettare la dignità umana: sono questi i requisiti necessari per comunicare nel sociale».

Infine Antonino Calandra, giornalista vicesegretario Associazione Stampa Subalpina, dopo avere coordinato con successo l’incontro conclude: «Non scordiamoci che Comunicare significa plasmare con il cuore e la mente ciò che arriverà agli occhi e alle orecchie di moltissime persone. Il Giornalismo, che riguardi temi sociali o meno, non è solo cronaca asettica. È dare voce a vere e proprie storie che attendono di essere raccontate». Perché ogni storia merita di essere narrata.

Durante il corso sono inoltre intervenuti Antonio Borra - Avvocato e giornalista- con Silvio Magliano – presidente del Centro Servizio per il Volontariato Vol.TO.

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