CARLO ACUTIS, CAMPIONE DI SANTITÀ

La storia di un giovane ragazzo, di rara bellezza e intelligenza, che ha vissuto pienamente la sua breve vita  facendosi portavoce dell’Amore di Dio

VALENTINA BARBAGALLO, 01.02.2014

MILANO - Immersi nella frenesia del mondo moderno dimentichiamo le cose importanti, tralasciamo i valori, ci ripieghiamo su noi stessi e ci neghiamo all’altro e anche a Dio. Carlo Acutis - La vita oltre il confine, scritto da Padre Francesco Occhetta, ci dà una testimonianza di fede e di speranza attraverso le parole e le azioni di un giovane del nostro tempo strappato alla vita all’età di soli 15 anniil 12 Ottobre 2006.

Un ragazzo normale eppure straordinario insieme, il cui ricordo resta vivo in tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e il cui messaggio arriva oltre confine, non solo oltre i confini geografici dell’Italia ma anche oltre i confini terreni.

Un ragazzo che è andato “controcorrente”, che non si è uniformato alla massa, che ha deciso di vivere veramente donandosi interamente a Cristo. Una delle sue celebri frasi recita così: “Tutti nascono come degli originali, ma molti muoiono come fotocopie”. Un destino a cui egli è sfuggito visto che, trascorsi sei anni, la diocesi milanese ha dato inizio al processo di beatificazione; mentre in Italia e all’estero cresce la fama e la stima per questo ragazzo che ha cercato la santità in modo straordinario pur nell’ordinarietà della vita dei giovani d’oggi.

Tappe fondamentali della sua vita

Carlo Acutis è nato a Londra il 3 maggio 1991, dove i suoi genitori si trovavano per lavoro. Dopo pochi giorni è stato battezzato nella chiesa di Our Lady of Dolors. A settembre la famiglia si trasferisce a Milano dove frequenta le scuole elementari dalle suore Marcelline. Dopo le scuole medie si iscrive al liceo classico “Leone XIII”, diretto dai Padri Gesuiti. Si distingue subito per l’attenzione e l’interesse verso i compagni di classe meno considerati, verso gli “emarginati” dalla società.

Il suo amore per Gesù si manifesta fin da subito, è un amore che Carlo celebra tutti i giorni, nel suo vivere quotidiano. A soli sette anni riceve la Comunione nel monastero delle Romite di S. Ambrogio ad Nemus di Perego, un luogo di silenzio e di raccoglimento per abbracciare totalmente il corpo di Cristo.

Davanti all’Eucarestia, che ha definito “la sua autostrada verso il Cielo”, si intratteneva in adorazione, inoltre, recitava il Rosario e partecipava tutti i giorni alla Santa Messa, spronava i suoi coetanei ad abbracciare valori più elevati, invitando le amiche a non banalizzare il proprio corpo ed a mettersi in guardia dalle tentazioni distruttive. Si stupiva davanti alle chiese vuote commentando che sarebbero piene se la gente capisse l’anticipo di Paradiso che si vive ricevendo la Comunione.

L’altro pilastro fondamentale su cui basa la sua vita è la Madonna, alla quale si consacra più volte. Lo affascinano le apparizioni a Fatima e a Lourdes e i loro messaggi di preghiera, penitenza e conversione.

La gioia di vivereil suo entusiasmo erano un riflesso della sua fiducia totale in Dio. Sempre con il sorriso sulle labbra, affrontava in modo sereno le difficoltà quotidiane; amato dagli amici per l’allegria che portava con sé. Tutta la sua attenzione era rivolta all’amore per il Signore e per il prossimo. “Non io ma Dio” ripeteva spesso, visto che “La tristezza è lo sguardo rivolto verso se stessi, la felicità è lo sguardo rivolto verso Dio”.

Si donava agli altri completamente, aiutandoli e guidandoli, emanando una forza magnetica che attraeva tutti: la forza dell’amore che si dona senza ricevere o pretendere nulla in cambio.

Aveva una grande passione per il computer che utilizzava per la ricerca di argomenti di vita spirituale; ci ha anche lasciato in eredità il sito www.miracolieucaristici.orgun museo virtuale progettato e realizzato da lui a 14 anni, che sta facendo il giro del mondo.

Segue pienamente una massima di Steve Jobs, il suo mito di informatica: “È solamente dicendo ‘no’ che puoi concentrarti sulle cose veramente importanti”.

All’inizio dell’ottobre del 2006 si ammala di leucemia fulminante. È ricoverato in ospedale ma non perde mai la sua fede e la sua forza, dice:“Offro tutte le sofferenze che dovrò patire, al Signore, per il Papa e per la Chiesa, per non fare il Purgatorio e andare dritto in Paradiso!”. È il 12 ottobre  2006 quando il Signore lo chiama in Cielo a soli 15 anni. Lo seppelliscono ad Assisi, città che amava e visitava spesso; ammirava, infatti, San Francesco soprattutto per la sua grande umiltà.

Nel mondo di oggi basato solo sugli attimi fugaci, questo giovane ragazzo ci guida alla scoperta di Dio, dell’amore per il prossimo che molti fuggono o hanno dimenticato. In questo mondo che si chiude a scudo alla Verità della fede, Carlo riesce a scuotere le coscienze e dà un senso nuovo, aiutandoci a guardare oltre il confine.

Il suo messaggio semplice e chiaro è che il Vangelo può essere vissuto integralmente da tutti, non solo da adolescenti come lui; il suo esempio deve essere uno stimolo a migliorarci abbracciando la fede.

La sua storia è arrivata in tutto il mondo, basta digitare il suo nome su google per trovare più di 2500 siti e blog che parlano di lui in diverse lingue.

Vite come quella di Carlo risvegliano la nostra coscienza, spesso assopita dal quotidiano, per alzare lo sguardo e vedere l’orizzonte della vita nel punto in cui la linea della fine lascia spazio alla vita che c’è oltre il confine”, con queste parole Padre Francesco Occhetta ci congeda alla fine di “Carlo Acutis – La vita oltre il confine” (Editore Elledici, coeditrice Velar, 2013, p. 48, Euro 3,50).

Per ulteriori informazioni e aggiornamenti è possibile consultare il sito www.carloacutis.com.

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