DON PIERINO GALEONE

L’erede spirituale di San Pio da Pietrelcina

GIUSEPPE SCIAVILLA, 08.11.2016 

TORINO - “Padre Pio mio Padre”, Edizioni San Paolo. É il titolo del libro-testimonianza che monsignor Pierino Galeone ha scritto sul grande e umile frate del Gargano. L’opera è frutto della profonda amicizia con il Santo alimentata da un legame spirituale, intenso e intimo. Monsignor Galeone nasce a San Giorgio Ionico in provincia di Taranto il 21 gennaio 1927. Viene ordinato Sacerdote il 2 luglio 1950 e nominato Parroco, il 9 ottobre 1955, a Santa Maria del Popolo, la Chiesa madre del suo paese.

Nel luglio 1947 Pierino conosce Padre Pio a San Giovanni Rotondo. Si reca dal santo delle stimmate per ricevere la grazia di guarigione dalla tubercolosi che già nel febbraio 1945 lo aveva costretto quasi a letto.  Padre Pio attraverso l’intervento divino guarisce il giovane seminarista. Da quell’incontro nasce un vero e proprio legame di amicizia filiale, Pierino Galeone era diventato il figlio spirituale e prediletto di Padre Pio, un legame profondo che va oltre i confini della vita, va oltre la morte.

Nei ventun’anni che ha frequentato e conosciuto sempre di più San Pio, don Pierino ha potuto constatare e testimoniare le sue grandi virtù, la sua vita di preghiera intensa ritmata dalla recita del santo rosario, le relazioni che curava con affetto e devozione, gli interventi sia spirituali sia materiali verso il prossimo, l’amore e la devozione alla Madonna, il ministero del sacramento della confessione.

Don Pierino trascorrendo alcuni periodi dell’anno a San Giovanni Rotondo insieme con il Padre, rimaneva sempre più affascinato dalla straordinaria personalità dell’umile e grande frate cappuccino: vero uomo di Dio ed un fulgido esempio di religioso dedito alla vita consacrata in quanto figlio del Beato Padre Serafico San Francesco.

Nella prefazione del libro “Padre Pio mio Padre di  monsignor Pierino Galeone,  il cardinal Josè Saraiva Martins scrive: «a giudizio degli estensori della Positio, assume un grande rilievo, alla luce della lunga militanza accanto a Padre Pio. E in verità, il nome di monsignor Galeone è ben noto a chi ha avuto a che fare con Padre Pio, quand’era ancora in vita, a San Giovanni Rotondo, o dopo la sua dipartita, ascoltando racconti e insegnamenti che lo riguardano. Come Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, fui io stesso, quel 16 giugno 2002, giorno della Canonizzazione di Padre Pio, a leggere la Petizione al Pontefice con cui veniva formulata la supplica di annoverare il Beato Pio nell’albo dei Santi. Il nome di don Pierino Galeone, quindi, non era sconosciuto, ed ebbi l’onore di conoscerlo personalmente quando, nel dicembre 2003, fui chiamato a tenere una Conferenza a San Giovanni Rotondo, presso il magnifico Centro di Spiritualità “Padre Pio”dei Servi della Sofferenza, sul tema Il Vangelo della Sofferenza nel magistero di Giovanni Paolo II».

Monsignor Galeone fonda l’Istituto secolare “Servi della Sofferenza”, ispirato alla spiritualità di San Pio e dallo stesso santo profetizzato. I membri di questa grande opera intendono associarsi alle sofferenze di Cristo per la redenzione dei fratelli a favore dell’umanità.

Personalmente ho avuto la gioia e la grazia di conoscere monsignor Galeone e di incontrarlo periodicamente attraverso il sacramento della Riconciliazione. Nel luglio scorso mi ha onorato di farmi presiedere una messa dove lui ha semplicemente concelebrato. É stata un’emozione grande sentendomi indegno di celebrare al suo posto. Sono certo che Don Pierino Galeone è un San Pio  redivivo.

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