La morte dell'ultimo dei profeti


Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 14,1-12)
 
In quel tempo al tetrarca Erode giunse notizia della fama di Gesù. Egli disse ai suoi cortigiani: «Costui è Giovanni il Battista. È risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi!».
Erode infatti aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo. Giovanni infatti gli diceva: «Non ti è lecito tenerla con te!». Erode, benché volesse farlo morire, ebbe paura della folla perché lo considerava un profeta.
Quando fu il compleanno di Erode, la figlia di Erodìade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode che egli le promise con giuramento di darle quello che avesse chiesto. Ella, istigata da sua madre, disse: «Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». 
Il re si rattristò, ma a motivo del giuramento e dei commensali ordinò che le venisse data e mandò a decapitare Giovanni nella prigione. La sua testa venne portata su un vassoio, fu data alla fanciulla e lei la portò a sua madre. 
I suoi discepoli si presentarono a prendere il cadavere, lo seppellirono e andarono a informare Gesù.
 
Parola del Signore
 
Ecco Giovanni Battista, il precursore, un profeta che non si rassegna: colui che ha mostrato Gesù al mondo (cfr. Gv 1,29), imprigionato, è pronto a dare la vita per difendere i valori in cui credeva, quelli che ha predicato. E' un uomo senza compromessi, deciso, forte, integro. Giovanni non ha esitato a contrastare un re, pur di non contravvenire ai propri principi. Egli indossava un vestito di peli di cammello ed una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico. 
 
L'ultimo dei profeti, l'anello di congiunzione tra il Vecchio ed il Nuovo Testamento, attirava genti che accorrevano per ascoltarlo da tutta la Giudea, da Gerusalemme e da tutta la regione intorno al Giordano. Eppure non si era montato la testa: "Egli deve crescere e io invece diminuire" (Gv 3,30). Fedele fino all'ultimo diede la propria vita diventando così profeta non solo di parole, ma con la sua carne. Vittima di un re fantoccio, di una donna crudele e di una figlia vanitosa, Il Battista fu decapitato e la sua testa fu portata su un vassoio e data alla ragazza che la diede alla madre. 
 
Noi vediamo questa grande figura, questa forza nella passione, nella resistenza contro i potenti. Celebrare il martirio di san Giovanni Battista ricorda anche a noi, cristiani di questo nostro tempo, che non si può scendere a compromessi con l’amore a Cristo, alla sua Parola. Dobbiamo avere il coraggio di lasciare che Cristo cresca in noi e sia Cristo ad orientare il nostro pensiero e le nostre azioni. E sarà Dio stesso a darci capacità e forza per vivere in modo felice e sereno, superare le difficoltà e testimoniarlo con coraggio. 

Alessandro Ginotta
 
Il mosaico con il Battesimo di Gesù al Giordano, V secolo, volta del Battistero Neoniano di Ravenna.  I volti di Gesù e del Battista furono rifatti nel XVIII secolo, per cui la parte centrale della scena, dai contorni ben visibili, non è più quella originale.
 
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