“I SOLITARI DI DIO. Separati da tutto, uniti a tutti”, Editore Rubbettino 2005
Alessandra Ferraro presenta il libro di Enzo Romeo, testimonianza della vita di clausura dei monaci della Certosa di San Bruno, in occasione delle vacanze di Papa Benedetto XVI a Les Combes in Valle d’Aosta

 

INTROD- Venerdì 14 luglio il giornalista Enzo Romeo, caporedattore esteri e vaticanista del Tg2, ha partecipato, presso la Maison de Bruil di Introd, alla presentazione del suo libro “I solitari di Dio. Separati da tutto, uniti a tutti”, Editore Rubbettino 2005 , organizzata dalla giornalista Rai Alessandra Ferraro in collaborazione con la Regione Valle d’Aosta durante le vacanze del Santo Padre, Papa Benedetto XVI, a Les Combes.
Dopo il caloroso benvenuto del sindaco di Introd, Osvaldo Naudin, Alessandra Ferraro ha condotto in veste di moderatore l’interessante serata, impreziosita dalla presenza dell’autore stesso, Enzo Romeo, con il vescovo di Aosta, monsignor Giuseppe Anfossi, e l’assessore regionale al territorio, ambiente e opere pubbliche, Alberto Cerise.
Il volume è arricchito da uno speciale DVD, documentario video trasmesso dalla Rai nel settimanale Tg2 Dossier, e rappresenta una testimonianza sulla vita dei monaci certosini, frutto dei dieci giorni vissuti dall’autore con una troupe televisiva nella Certosa di San Bruno in Calabria. Un’opportunità davvero eccezionale, per comprendere la scelta di questi contemplativi, che ha permesso ad Enzo Romeo di raccontare con discrezione e acuta sensibilità le storie della loro vita diversa “fuori dal mondo pur facendosi prossimi a ogni uomo nella preghiera”. L’opera si sviluppa in un susseguirsi di impressioni ed episodi che evidenziano la radicalità della loro scelta di vita: la clausura con la silenziosa ricerca di Dio, scandita dalle preghiere e dal rapporto diretto con la natura, in un luogo dove ogni espressione acquista un significato denso e profondo, in un contesto dove regna l’essenzialità delle loro stesse parole e non c’è spazio per la superficialità che caratterizza i nostri discorsi quotidiani, le chiacchiere e i luoghi comuni.
Il vescovo di Aosta ha evidenziato come la vocazione del monaco sia da considerarsi un grande dono in quanto “abbandono totale di sé all’Assoluto di Dio”; è questo il significato delle molte conversioni che abbracciano le comunità monastiche ed in particolare l’Ordine certosino che osserva una disciplina molto più rigida di altri. Ricorda poi con fierezza mista a nostalgia che in anni recenti anche due suoi presbiteri hanno lasciato la diocesi di Aosta per un’esperienza di vita certosina.
A concludere la serata, prima del rinfresco con degustazione di prodotti tipici, l’assessore Cerise, che ha dichiarato di essere rimasto positivamente sorpreso dal libro affermando senza esitazione che “seppure profano e non idoneo ad uno stile di vita così radicale, ognuno di noi dovrebbe cercare il proprio ‘monastero’, inteso come luogo e momento di meditazione, magari trovandolo nella sublime esperienza delle montagne valdostane, che hanno ispirato momenti mistici anche a Giovanni Paolo II”. E quasi a sottolinearne l’importanza, proprio nella stessa giornata di venerdì 14 luglio, Papa Benedetto XVI faceva la sua prima uscita in Valle d’Aosta, andando ad incontrare le monache carmelitane del monastero di clausura di Quart.

 

 

Giancarlo Ventrice
Corso giornalismo on-line Facoltà di Lingue
Fondazione Carlo Donat-Cattin

 


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