RADICI CRISTIANE DELLA VALSESIA

San Giovanni al Monte, un’importante testimonianza della fede piemontese sul pianoro di Quarona

Giovanni Castellano, 6.07.2015

QUARONA (VC) – Sul monte Tucri, in Valsesia, sorge la chiesa di San Giovanni al Monte. Vero e proprio scrigno d’arte situato in uno scenario naturalistico incomparabile, l’edificio è un’importante testimonianza delle radici cristiane del territorio. Il “Bel San Giovanni”, come lo definì don Erminio Ragozza, è stato infatti uno dei primi luoghi di culto cristiani in questa valle del Piemonte nordorientale.

   Fondata tra il 438 e il 490 sulle ceneri di un antico edificio religioso, il suo nome originale era chiesa di Santa Maria. La denominazione attuale, San Giovanni, è stata adottata in seguito all’annessione del battistero, il quale oggi costituisce la maggiore delle due particolari navate asimmetriche. Al suo interno troviamo una delle fonti battesimali più antiche della Valsesia.

La chiesa custodisce due sarcofagi tipici delle sepolture romane, che ne testimoniano l’antica data di fondazione. Inoltre, all’interno di San Giovanni al Monte sono conservati i resti di un anonimo evangelizzatore locale.

   Questo tesoro artistico e religioso della Valsesia, che sorge a 460 metri s.l.m. in un contesto di pace e tranquillità, ha forti legami con la storia del territorio. San Giovanni al Monte è stato il luogo di battesimo e preghiera della beata Panacea martire.

Tra i numerosi affreschi che caratterizzano la chiesa, spicca quello dell’Incoronazione della Vergine, risalente al XIV secolo. Qui, contrariamente alla tradizione, non sono raffigurati i dodici apostoli. A incoronare Maria sono, infatti, alcuni santi evangelizzatori novaresi. Questa scelta artistica sottolinea l’appartenenza al culto cristiano locale.

   La chiesa di San Giovanni al Monte ha subito nei secoli numerose variazioni strutturali, come la modifica della pianta (da quadrata a rettangolare), l’aggiunta del campanile, la già citata annessione del battistero in epoca romanica e l’ampliamento dell’edificio tra il X e l’XI secolo. Negli anni, numerosi affreschi di stili ed epoche differenti sono stati affiancati, formando sempre un unico filo conduttore e dando origine all’arte figurativa valsesiana.

   Le volte in muratura sono sorrette da colonne ricoperte di affreschi che raffigurano miracoli e storie di santi. I  più significativi sono quelli del cosiddetto Ciclo Quaronese, che rappresentano la vita di Cristo, dall’Annunciazione alla Pentecoste. Gli autori sono due artisti quattrocenteschi, conosciuti rispettivamente come Maestro della Passione di Quarona e Maestro di Volpedo.

L’altare ospita una copia del Polittico Duelli (dal nome della famiglia committente), raffigurante la Vergine, il Bambino e diversi santi. La tavola originale è stata rubata nel 1975, circa vent’anni dopo il restauro generale dell’edificio.

Un tempo la chiesa ospitava anche alcune prestigiose opere di Gaudenzio Ferrari. Questi ritratti sacri sono oggi conservati a Varallo e nella chiesa parrocchiale di Quarona.

   La chiesa di San Giovanni al Monte è aperta al pubblico ogni domenica. Tuttavia, è possibile richiederne l’apertura in qualsiasi giorno della settimana, telefonando ai numeri 0163/430528 e 0163/430209.

   Il sito religioso è raggiungibile percorrendo l’autostrada A-26, prendendo l’uscita Romagnano Sesia-Ghemme, procedendo poi in direzione Alagna e quindi Quarona.

   La chiesa di San Giovanni al Monte, seppur fuori dai consueti itinerari turistici, è un importante monumento del Piemonte. Un luogo particolare, la cui storia racconta di una fede che ha sfidato i secoli e ancora illumina, con la sua piccola fiamma, la comunità cristiana della Valsesia.

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