PAPA FRANCESCO  E ALESSANDRA FERRARO

L’autrice di “Non guardate la vita dal balcone…” racconta la sua storia tra giornalismo e Vaticano

Federico Rudian, 27.11.2016            FOTOGALLERY

TORINO - È con il ricordo della visita di Papa Francesco alla Basilica salesiana di Maria Ausiliatrice a Torino, sede dell’incontro stesso, che si apre la presentazione del libro “Non guardate la vita dal balcone …  (Ed. Elledici, Torino, 2014, pag. 128, €9.90) della vaticanista Alessandra Ferraro, vice caporedattore RAI.

Ricordo importante non solo per alcune delle suore presenti, testimoni della visita del 2015, ma anche per il ruolo che hanno ricoperto i Salesiani di Don Bosco nella storia di Papa Francesco.  Spiega l’autrice con espressione accattivante ed empatia contagiosa: «Francesco, in quell’occasione, ha ricordato come la presenza della famiglia Salesiana in Argentina sia stata importante anche nella sua formazione. Da sempre devoto alla Vergine Maria».Una devozione mariana, alimentata dalla sua stessa famiglia, che il Papa, fresco di nomina, ha dimostrato andando a pregare in Santa Maria Maggiore.

«C’è un percorsopresente nella vita di tutti noi che è in parte segnato e dobbiamo cercare di seguirlo». Così Alessandra Ferraro apre il racconto della sua professione giornalistica, in particolare, parlando della sua esperienza con Giovanni Paolo II e del suo straordinario amore per la Natura, elemento di avvicinamento all’Assoluto.

Un amore per le montagne che l’autrice ha illustrato con diversi aneddoti, conquistando l’attenzione del pubblico, mentre raccontava della prima camminata di un Papa sul Monte Bianco, dell’energia positiva che si respirava alla casa salesiana di Les Combes, nonché residenza papale estiva, e ancora delle giornate passate in silenzio totale negli alpeggi cercando la comunione con Dio. Una descrizione dettagliata e profonda fino agli ultimi mesi della vita del pontefice, piegato dalla malattia nel corpo, ma non nello spirito.  Un’esperienza importante per Alessandra Ferraro, che racconta come Giovanni Paolo II avesse «la volontà di testimoniare fino alla fine la sua sofferenza» e come non nascondesse mai le sue condizioni ai fedeli, tornando dai ricoveri con la papamobile scoperta e permettendo, per la prima volta, dopo la sua morte, che le immagini della sua salma fossero trasmesse in mondovisione. Un’abilità comunicativa accentuata dalla bravura del suo portavoce, Joaquín Navarro-Valls, altra figura su cui l’esperienza della giornalista ha messo l’accento con racconti delle sue esperienze personali.

Da qui l’autrice ha tratteggiato la figura del suo successore, Papa Benedetto XVI, profondo teologo, che non è stato da tutti compreso, come accaduto all’università di Ratisbona, dove aveva pronunciato un discorso sui rapporti tra cristiani e mussulmani, ancora oggi più che mai attuale. Infine un elogio sulla sua scelta di dimettersi dal soglio pontificio, gesto che ha scompaginato la storia della Chiesa, ma è stato segno di «grande umiltà e coraggio».

Il gesto di Papa Benedetto ha dato frutto con un seme di speranza per il futuro della Chiesa: Jorge Mario Bergoglio, che ha scelto il nome di Francesco.

La giornalista ha così dato inizio ad un percorso molto interessante, tra aneddoti e citazioni, per portare il pubblico a conoscere più a fondo la figura di Papa Francesco, a partire dalla frase chiave del suo pontificato: «vengo quasi dalla fine del mondo», ovvero dalle periferie, dove ci sono gli ultimi della terra.

Un Papa profondamente latino americano che ha vissuto esperienze molto diverse da quelle europee. Ha camminato nelle villas miserias, le favelas argentine: ha accolto, abbracciato, confessato uomini e donne che non hanno nulla, ma non hanno perso la loro dignità.

Divenuto Papa, Jorge Mario Bergoglio, ha continuato a ricercare gli ultimi: il gesto, infatti, che più ha colpito Alessandra Ferraro è stato quando, il giorno del suo compleanno, ha chiesto al suo collaboratore di andare a cercare quei poveri che vivono tra i cartoni in via della Conciliazione, in prossimità di piazza San Pietro, per poter passare la giornata insieme a loro. «Francesco ci provoca, ha spiegato la scrittrice,  ponendoci degli interrogativi», ed è l’uomo Francesco che l’ha affascinata e l’ha ispirata per la realizzazione del libro.

Una pubblicazione mirata ad approfondire le sue origini, il suo modo di essere e di avvicinarsi alle persone, perché è un Papa che riesce a parlare a tutti con «discorsi brevi e semplici, ma di alto valore teologico».

A conclusione dell’incontro, voluto dalle ex allieve salesiane,coordinate dalla vulcanica Laura Pollino, il pubblico ha voluto conoscere ancora qualche dettaglio del rapporto del pontefice con il suo entourage, dell’influenza della curia romana e del suo stile di vita quotidiano. Prendendo spunto da un’intervista rilasciata a Tv2000, sono  state ricordate anche alcune curiosità, come quella dell’importanza del sonno ristoratore, dopo una giornata di faticosi impegni. Papa Francesco ha infatti detto con spirito scherzoso «dormo come un legno, sei ore tutte tirate e non ho neanche sentito il terremoto».

Un pomeriggio speciale, con una giornalista che parla con il cuore e ha accompagno i presenti in un viaggio di spiritualità attraverso tre pontificati. Un’occasione anche per approfondire il suo lavoro giornalistico con un’acuta analisi sociologica dei nostri tempi spesso carenti di valori umani e cristiani.

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Fotogallery di Carlo Cretella

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