CON L’AFRICA PER L’AFRICA

L’impegno di Medici con l’Africa Cuamm per la salute delle popolazioni africane

Ilaria Destefanis, 13.02.2017

È un senso profondo di giustizia e di diritto all'accesso alle cure per tutti che ci muove e ci spinge a dare il meglio per i più poveri dell'Africa.” Per capire l’essenza delle missioni in Africa bastano queste poche ma significative parole di Don Dante Carraro, il direttore di Medici con l’Africa Cuamm (Collegio Universitario Aspiranti e Medici Missionari, www.mediciconlafrica.org), la più grande organizzazione italiana per la tutela della salute delle popolazioni africane.

Appena tornato da un lungo viaggio attraverso Etiopia, Tanzania, Mozambico, ha ancora impresse negli occhi e nel cuore le immagini indelebili di una sconfinata sofferenza, ma anche la soddisfazione di tutti i sorrisi e le certezze costruiti con fatica e dedizione dai tanti volontari impegnati sul campo, dal 1950 ad oggi.

Scuole e ospedali in funzione, donne accolte e accompagnate nella maternità e nel parto, neonati e bambini curati e nutriti. Sono questi i risultati concreti che il sacerdote-medico ha potuto toccare con mano paese dopo paese, ospedale dopo ospedale. Risultati importanti raggiunti con un’instancabile attività dei medici e volontari Cuamm in 7 paesi dell’Africa sub-sahariana, attraverso progetti di assistenza sanitaria a lungo termine mirati a ristabilire il diritto alla salute per tutti, soprattutto i più deboli. “Danno fiducia e speranza i 2.848 parti assistiti, i 557 neonati curati, i 365 bambini malnutriti severi acuti trattati e ristabiliti… solo nell'ospedale di Tosamaganga, nel 2016.” racconta con gioia Don Dante.

Proprio per creare un circolo virtuoso di sviluppo a lungo termine, i progetti di Medici per l’Africa puntano ad un’attività costruttiva e lungimirante che non si esaurisca nel breve periodo, in cui le parole d’ordine sono sensibilizzazione e formazione.

Da un lato dunque, il Cuamm lavora “da casa”, partendo dalle scuole, dalle università, dalle strade italiane ed europee per rendere più consapevoli i giovani e la società di coma la salute sia un diritto inalienabile di tutti e quanto una cooperazione globale possa contribuire ad un mondo dove non esistano abissali differenze tra chi ha la fortuna di nascere in un paese benestante e chi no.

Dall’altro, spende da sempre risorse per formare volontari e professionisti in grado di intervenire nel contesto africano, ma anche nel proprio paeseper la “nostra Africa”, quella degli emarginati e dei poveri la cui sofferenza, soprattutto nelle grandi città, suscita spesso solo paura o indifferenza.

Una formazione fondamentale non solo per superare le difficoltà pratiche nel sostegno sanitario alla popolazione, sia in Africa che in Italia, ma anche per la necessità di costruire un solido rapporto di aiuto reciproco e fiducia.  “La formazione che abbiamo ricevuto dal Cuamm è stata molto importante: ci ha permesso di capire come comportarci. Ci ha insegnato che in Africa la fiducia si conquista con il tempo e con la costanza.” spiega Francesco, volontario del Cuamm.

Tuttavia gli aiuti esterni rimangono insufficienti perché l’Africa possa crescere insieme alla sua gente: per uscire dalla situazione di subordinazione è necessario che alle popolazioni stesse vengano fornite le conoscenze e i mezzi per rendersi autonomi e indipendenti dal punto di vista sanitario, con propri medici, infermieri, ostetriche e professionisti di vario genere. Grazie a questa consapevolezza il Cuamm lavora prima di tutto con gli africani, “quel con che ci caratterizza e che, ad ogni missione, si rinsalda”, come dice Don Dante, per dare loro la possibilità di rialzarsi con dignità dalle difficili condizioni sociali in cui si trovano.

Dal lato fortunato della barricata, spesso ci si dimentica della vera natura dei problemi dell’Africa. Ci si limita a commuoversi davanti alle pubblicità sociali che mostrano scorci selezionati di una povertà inimmaginabile, o a donare un po’ della propria ricchezza rispondendo ai moltissimi inviti che quotidianamente vengono sottoposti via internet, televisione, carta stampata. Forse troppi, dato che rischiano di rendere inerti davanti alla miseria, piuttosto che spronare a trovare soluzioni reali che vadano alla radice del problema. Proprio come sta invece cercando di fare il Cuamm, che senza fare notizia, con la forza e la costanza di chi è spinto da quel senso di giustizia citato da Don Dante, vuole andare oltre l’assistenza per veder sorgere, nel tempo, un mondo davvero più giusto. Sono ancora tanti i cambiamenti da fare, ma forse si può cominciare dal piccolo, seguendo il consiglio di Gandhi: “Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo”.

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