A TU PER TU CON SAVINO ZABA

Da conduttore tv a cantante nel suo tour teatrale 2013 “Beato a chi ti Puglia”

TERESA LAMANUZZI, 16.03.2013

Locandina Beato a chi ti PugliaSavino Zaba, cerignolano DOC, conduttore televisivo e radiofonico, doppiatore, attore, scrittore, in due parole uomo eclettico. Nel 2011 hai pubblicato il tuo primo libro “Beato a chi ti Puglia, un po’ di fatti dal tacco d’Italia”, edito da Palomar, un viaggio nella Puglia di fine anni Settanta-Ottanta, in cui sotto forma di racconti autobiografici, ambientati nella tua terra d’origine, Cerignola, evochi quei particolari modi di dire e di fare tipici dei pugliesi. Quanto contano per te le tue radici?

La Puglia è e rimarrà al centro della mia vita ora più che mai, ora che non la vivo più da un po’ di anni. Quando ci vivevo non apprezzavo abbastanza ciò che avevo intorno, ma  dopo essermene allontanato ho realizzato di apprezzare quello che avevo. Credo sia un po’ una caratteristica di tutti quella di non apprezzare abbastanza ciò che si ha, anche se la mia “Pugliesità” mi accompagna sempre. Con questo libro ho voluto riappropriarmi delle mie origini, delle mie radici e ho voluto rendere un umile omaggio alla terra che mi ha dato i natali, che mi ha reso forte, caparbio e che mi ha permesso di non mollare mai anche nei momenti più difficili.

Da settembre 2011 conduci in daytime su Raiuno “Storie vere” con Georgia Luzi e nel fine settimana su Rairadio2 il programma radiofonico “Ottovolante”, tornando agli albori della tua carriera. Hai cominciato a lavorare giovanissimo in una radio locale e privata, Radio Arcadia, per poi giungere a quelle più importanti del panorama italiano, come Radionorba, RDS, RTL 102.5, Radio Capital e Rairadio2. La radio, dunque, rimane ancora un punto centrale nella tua vita professionale? 

Questo è il mio ventiseiesimo anno di radio, la quale continua ad essere il mio grande amore parallelamente alla televisione e al resto. La radio è stata una palestra e consiglio di praticarla a chi voglia fare questo mestiere perché è un mezzo che ti permette ancora di sperimentare, che ti dà un po’ più di libertà.

Dal libro “Beato a chi ti Puglia”, impreziosito della prefazione del maestro Renzo Arbore, hai tratto l’omonimo spettacolo teatrale, già alla sua terza stagione, portando in scena i racconti e gli stessi vissuti fatti in prima persona nella tua terra nativa, declinati in chiave ironica e al contempo nostalgica. Nel tuo recital ti cali nei panni di cantante, proponendo canzoni della tradizione pugliese, garganica e salentina, riarrangiate in versione swing, reggae e jazz.  Quest’anno ad accompagnarti in tournée c’è la cantautrice pugliese, Erica Mou, Premio della Critica Sanremo 2012, la DanzAttrice Francesca de Luca e la Beato Quartet Band. Insomma, c’è sempre un richiamo alla tua Puglia anche nella scelta di farti accompagnare da artisti pugliesi. Che cos’hanno i pugliesi di così speciale per te?

Abbiamo in comune le origini e le radici, volevo realizzare qualcosa che fosse condiviso con persone che hanno provato le mie stesse emozioni per una cosa, per la stessa terra d’origine e stabilire legami con professionisti che riescono a capire questo progetto.

Il 20 marzo prossimo il tuo spettacolo farà tappa nella Capitale, presso l’Auditorium Parco della Musica. Che emozioni provi nel portare in scena il recital nella tua città d’adozione, Roma, nella quale vivi da molti anni, considerando che non “giochi in casa”, nella tua Puglia?

Anche a Roma ci saranno tantissimi amici pugliesi e non solo. Sono incuriosito, sono molto emozionato perché ci saranno anche i miei colleghi che verranno a vedermi, ma credo che mi sentirò abbastanza a casa, supportato anche da chi pugliese non è. Ho già sperimentato questa esperienza ed ho capito che questo è un progetto che emoziona, che diverte, racconto la Puglia, il meridione, uno spaccato di un periodo storico e lo faccio in maniera leggera ma a tratti malinconici, in alcune date ho visto anche qualche lacrima.

Dal tuo libro si evince il forte legame che hai con la tua famiglia e con la tua terra. Non hai mai rinnegato le tue origini, anzi, hai sempre portato in alto il nome della tua città, Cerignola. Savino, sei rimasto sempre la persona semplice che ha iniziato facendo la gavetta o ti mai è capitato di essere, almeno per una volta, abbagliato dalle luci della ribalta?

Se è mai successo non me ne sono accorto. Le cose più belle mi sono arrivate in età matura, adulta, dopo un iniziare dove oggi sei a cento e domani chissà. Ho valori che mi permettono di stare con i piedi per terra. Se ti rendi conto che è tutto un gioco, che la gente ti ferma, ti riconosce, chiede autografi, che hai la fortuna di fare un bellissimo lavoro, ma che hai anche le spalle forti se un giorno qualcosa dovesse andar male, non puoi farti abbagliare dalle luci della ribalta.

Ci saranno altre tappe del tour che ti porteranno in giro per l’Italia?

Al momento devo fare anche dei viaggi per la televisione e la radio, ma credo che faremo tappa anche a Milano, Torino e  in Svizzera dove ci sono comunità di pugliesi.

Progetti per il futuro? 

Io vivo quotidianamente quello che succede. Continuo con Uno Mattina – Storie Vere fino all’inizio dell’estate, poi ancora con Ottovolante e sto pensando ad un nuovo spettacolo teatrale, lo sto già scrivendo, poi un po’ di relax, una bella vacanza.

Per informazioni sulle tappe del tour teatrale 2013 “Beato a chi ti Puglia” di Savino Zaba consultare il sito internet: www.beatoachitipuglia.it