L’ITALIA AL VARCO TRA POPULISMI E PROPOSTE CONCRETE

Dialogo e riflessioni con il prof. Luca Ricolfi

Antonino Calandra, 18.12.2017           FOTOGALLERY

TORINO – Martedì 12 dicembre, presso il Teatro Alfa diTorino, il Prof. Luca Ricolfi, noto sociologo italiano e docente di Analisi dei dati presso l’Università degli Studi di Torino, è stato ospite dell’Associazione Nuova Generazione per il Bene Comune, per un incontro dal titolo “L’Italia al varco: tra populismi e proposte concrete”.

In apertura i saluti e i ringraziamenti di Silvio Magliano, Consigliere Comunale della Città di Torino e Consigliere della Città Metropolitana di Torino, ai molti intervenuti; dopo è intervenuto, in premessa, Giampiero Leo, Vicepresidente del Comitato Regionale per i Diritti Umani e Consigliere d’Indirizzo della Fondazione CRT.

Hanno moderato l’incontro Bruno Foresi Giulio Calabrese, Vicepresidenti dell’Associazione Nuova Generazione.

L’incontro, è stato interessante e partecipato, sia per le domande pertinenti da parte dei moderatori, sia per le domande puntuali del pubblico presente.   

Pubblichiamo una breve e interessante sintesi del Prof. Luca Ricolfi, altamente professionale e preparato, come sempre. Il populismo crede che esista un 99% di popolo buono in lotta contro l’1% della casta o dei ricchi”. Questo porta all’ostilità del populismo verso i corpi intermedi e verso l’associazionismo, visti come centro di potere. Esistono diversi tipi di populismi: sono generalmente tendenti“a destra” quando nel Paese l’immigrazione è percepita come un problema, mentre sono tendenti“a sinistra” quando nel Paese è grave la crisi economica. Il populismo non ha necessariamente una connotazione negativa: in democrazia occorre accettare che ci sia un calo di partecipazione politica, ad esempio, ci sono però dei“falsi miti” che il populismo alimenta, il reddito di cittadinanza, l’aumento della spesa pubblica, la decrescita o non necessità della crescita, tutte misure che non sono economicamente sostenibili. Altro fenomeno che soffia sul fuoco del populismo è quello dell’elevata tassazione, non in assoluto, ma relativamente a chi produce, ossia le tasse sul lavoro, sull’impresa.

Al termine dell’incontro, prima dei saluti, un piccolo rinfresco per gli auguri di Natale.

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Fotogallery di Carlo Cretella

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