”GUIDA PETTEGOLA AL SETTECENTO FRANCESE”

Francesca Sgorbati Bosi ci racconta i vizi della corte di Francia

GIULIANA LINGUA, 03.03.2014

TORINO« Il ”gossip”, per come lo intendiamo noi, è nato in Francia, nel  Settecento illuminista»: ce lo rivela Francesca Sgorbati Bosi, aprendo la presentazione del suo libro ”Guida pettegola al Settecento francese” (Sellerio Editore, 18.00 €), svoltasi giovedì 27 febbraio, al Circolo dei Lettori.

La splendida autrice racconta con grande spirito e ironia aneddoti, fatti e pettegolezzi di quell’epoca, affascinando i presenti. Il pubblico, anche grazie all’incantevole cornice di Palazzo Graneri della Roccia, si immerge completamente nell’atmosfera della corte francese nel Settecento,  tanto che la sala sembra trasformarsi  in un vero e proprio salotto intimo. Durante questa chiacchierata l’autrice si lascia andare a confidenze e spiritosissime interpretazioni dei pettegolezzi, intrigando e divertendo gli spettatori.

Francesca Sgorbati Bosi rivela di aver voluto trattare di queste tematiche perché spesso trascurate o sconosciute in Italia. Il mondo del pettegolezzo, infatti, è in realtà molto complesso e vasto, e non va interpretato come semplice sommatoria di curiosità sulla vita dei vip. Talvolta risulta talmente diffuso ed efficace da sostituire la stampa, e questo tanto più in un’epoca e in un luogo, come la Francia prerivoluzionaria, in cui essa era soggetta a pesantissima censura.

Pettegolezzo come ”giornalismo”, se vogliamo, semi-clandestino e molto creativo. Non si limitava infatti a fornire un’informazione ma doveva divertire e suscitare il desiderio di diffonderlo, del passaparola; ogni singolo pezzo doveva ambire alla dimensione di un piccolo capolavoro letterario.

Le taglienti freddure prendevano di mira dame, avvocati, banchieri, notai, principi, insomma un po’ tutte le figure di spicco dell’epoca. Le donne erano sicuramente le principali vittime dell’astio e delle osservazioni più acide degli scrittori, ma al contempo risultavano oggetto di apprezzamento e di amore autentico da parte degli uomini, che erano disposti ad ogni tipo di pazzia per loro. Doti femminili particolarmente apprezzate erano lo spirito e il carattere. Si trattava di signore dal temperamento più che mai capriccioso ma dotate di un potere, seduttivo e nello stesso tempo ‘politico’, che l’autrice moderna ammette di invidiare.

Il Settecento si rivela come un secolo ricco di analogie con il nostro: nascono infatti allora la moda, il consumismo, il meccanismo dei ”testimonial” e addirittura una sorta di star system.

Il volume non segue un ordine storico-cronologico, ma è suddiviso in capitoli monotematici, permettendo al lettore, come afferma l’autrice, di «spiluccare il libro come un piatto di tartine».

L’idea di partenza è infatti quella di offrire una lettura gradevole e stuzzicante, ”da comodino”, un libro da leggere la sera prima di andare a dormire.

Nonostante la modernità dello stile, Francesca Sgorbati Bosi sembra impregnata da questo spirito del Settecento e il suo approcio ”saggistico vivace” risulta più che mai gradevole.