PRESENTAZIONE LIBRO LINGUA MADRE 2016

Un’antologia nata da un concorso capace di dar voce alle donne straniere in Italia  

Valeria Noci, 23.11.2016                 FOTOGALLERY

TORINO – «È un universo poco esplorato quello delle donne migranti, basato su solidarietà e condivisione, un mondo pieno di colori, esperienze, sguardi e sapori che si amalgamano pur mantendo sempre la loro unicità. Certo c’è spazio per il dolore, per la solitudine, per la nostalgia, ma soprattutto c’è spazio per l’amore e per la solidarietà tra donne. In questa antologia potrete cogliere tutta la pluralità di voci al femminile, tutta la ricchezza di chi parte e si affida al mondo»

Si apre con queste parole diDaniela Finocchi, ideatrice del Concorso Lingua Madre, la presentazione dell’antologia Lingua madre 2016 tenutasi al Circolo dei lettori di Torino in data venerdì 11 novembre.  Concorso che da dodici anni dà voce alle donne migranti in Italia di tutte le età attraverso la scrittura di racconti o fotografie e che in questi ultimi anni si è arricchito di adesioni e collaborazioni contando ogni anno centinaia di partecipanti. Si tratta di un progetto molto importante che rappresenta una delle eccellenze italiane all’estero, un esempio valido e unico in tutta Europa per le sue caratteristiche. La premiazione dei racconti migliori avviene nella giornata conclusiva del Salone del libro di Torino e i racconti selezionati vengono pubblicati in un’antologia ogni anno. Questo libro contiene storie di forza e coraggio femminile, storie di donne che partono con la sola compagnia della loro cultura che trova la sua più grande manifestazione nella loro lingua che le accompagna come una madre ovunque esse vadano: alcune di loro si chiedono infatti se metterla a tacere equivalga ad uccidere le proprie origini.

Un’iniziativa in grado di porre l’attenzione ad una parte della nostra società poco conosciuta dando vita ad incontri, laboratori e convegni proposti anche dalle autrici stesse durante tutto il corso dell’anno e su tutto il territorio nazionale: il vero obiettivo è quello di creare un punto d’incontro e di scambio da cui nascono poi altre iniziative e progetti. Questo concorso non sarebbe mai esistito senza la passione e la determinazione della sua ideatrice Daniela Finocchi che ha dato l’opportunità a tutte le autrici di raccontarsi e di sentirsi ascoltate attraverso un mezzo potente come la scrittura, in grado di aiutarci nei momenti difficili e in alcuni casi di rendere le sofferenze della la vita più accettabili.

Da dodici anni questo progetto mette in luce il tema dell’immigrazione e la paura dello straniero, che è ancora insita nella nostra società, avendo come scopo principale quello di costruire ponti e abbattere i muri. La solidarietà femminile rappresenta una grande risorsa in questo senso: le donne sono in grado di riconoscersi e di creare empatia da qualunque parte del mondo esse provengano. «Questo concorso è stato in grado di dare vita ad una grande città del libro che allarga i suoi orizzonti aprendosi al mondo intero.afferma Nicola Gallino, direttore Ufficio Stampa e Comunicazione del Salone del Libro di Torino – La cosa straordinaria di Lingua madre è che ha saputo dar vita ad un senso di cittadinanza rinnovato che parte da tutto il mondo e trova nell’atto della scrittura il suo elemento di unione». Gallino ricordando poi come l’Italia, nel periodo attuale, sia caratterizzata da un forte flusso migratorio e rappresenti la prima frontiera di immigrazione dal sud al nord del mondo, sottolinea: «la lingua italiana sta ritornando non solo come lingua di cultura e poesia, quale era in passato, ma anche come lingua franca simbolo di solidarietà e accoglienza».

Ma le vere protagoniste di questo progetto sono le autrici del concorso, invitate a salire una ad una sul palco dopo aver letto dei brani delle loro storie pubblicate nell’antologia. «Un libro che è un vero e proprio scrigno delle loro emozioni più intime, – chiosa Daniela Finocchi – sfiorando le sue pagine potrete sentire i profumi e gli odori che queste donne raccontano vivendo l’Italia attraverso i loro occhi». Si conclude così la presentazione, con questa bellissima immagine di donne provenienti da ogni parte del mondo di tutte le età che con le loro diversità si stringono sul palco attorno a Daniela come un’unica famiglia di cui tutti vorremmo sentirci parte.

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Fotogallery di Carlo Cretella

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