EXODOS, STORIE DI CONFINI DA OLTREPASSARE

Inaugurata a Torino la mostra che racconta l’emergenza drammatica dei migranti

Giulia Poggio, 17.02.2017

TORINO – Fino al 24 Febbraio, nello spazio espositivo della Regione Piemonte in piazza Castello 165 a Torino, sarà esposta la mostra fotografica Exodos – Rotte migratorie, storie di persone, arrivi, inclusione“, che racconta attraverso le immagini l’attualissimo tema della migrazione di popoli provenienti da zone colpite dalla guerra, dal terrorismo o dalla crisi, oggi più che mai al centro delle cronache quotidiane.

Quaranta scatti e due documentari realizzati da dieci fotoreporter (Marco Alpozzi, Mauro Donato, Max Ferrero, Mirko Isaia, Giulio Lapone, Matteo Montaldo, Giorgio Perottino, Andreja Restek, Paolo Siccardi e Stefano Stranges) e da due videomaker torinesi (Stefano Bertolino e Cosimo Caridi) tra il 2014 e il 2016. I luoghi sono quelli più drammaticamente colpiti dall’emergenza profughi, quali la “giungla” di Calais, il campo profughi di Idomeni al confine tra Grecia e Macedonia, le coste di Lampedusa, ma anche realtà più vicine a noi, come il centro di accoglienza “T. Fenoglio”di Settimo Torinese.

Non c’è un percorso geografico o cronologico definito, ma un fil rouge di tipo emotivo, che racconta le fasi salienti dei viaggi intrapresi dai nostri “nuovi vicini di casa”, per usare le parole di Papa Francesco, senza bisogno di fissare una data o un giorno preciso.

L’esposizione, realizzata dall’Associazione Allievi del Master in Giornalismo Giorgio Bocca, propone un percorso di immedesimazione e riflessione sulle vicende umane di coloro che sono costretti a lasciare la loro terra in cerca di un futuro migliore, con un focus particolare sui loro volti, sulle loro storie, sui loro sguardi. Obiettivo della mostra è infatti prendere consapevolezza del fatto che la storia di queste persone interpella ciascuno di noi e sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema scottante dell’accoglienza e dell’integrazione, per il quale il capoluogo piemontese è da sempre schierato in prima linea.

Il percorso della mostra è articolato in quattro sezioni tematiche per guidare il pubblico nei diversi momenti che scandiscono la quotidianità dell’avventura migratoria: la traversata in mare, allo stesso tempo trampolino di lancio verso una nuova vita e ostacolo insormontabile e terrificante da superare. La strada da percorrere, a piedi, sul barcone, a nuoto, su mezzi di fortuna, in mezzo a lande desolate e territori di nessuno. Il tanto desiderato arrivo in Europa davanti a nuove barriere, fatte di muri, confini, filo spinato e le infinite attese in coda per un riparo o un pasto caldo. Infine i centri di accoglienza, simbolo di nuove attese, paura, desolazione, ma anche di riposo e speranza.

Dalle foto selezionate per l’esposizione nasce anche un catalogo composto da tre sezioni: le immagini, i racconti e le testimonianze realizzate dagli ex studenti del master di giornalismo nei luoghi dell’accoglienza, preceduto da un’introduzione con l’intervento di Gabriele Del Grande, autore del documentario “Io sto con la sposa“, e il primo capitolo del libro, “Libertà di migrare” di Valerio Calzolaio e Telmo Pievani, (Casa Editrice Einaudi, 2016, 12 euro, 144 pagine).

Tre sono anche i punti di vista adottati nella presentazione del tema: quello dell’esperienza internazionale, quello nazionale del sistema di accoglienza e integrazione e infine quello degli strumenti di inclusione e inserimento sociale adottati dalla Regione Piemonte, promotrice del progetto.

Oltre alle fotografie la mostra è corredata da un fitto calendario di eventi ed incontri con i fotografi e i videomaker coinvolti nel progetto e dibattiti sui diversi filoni che raccontano l’immigrazione e l’accoglienza.

L’esposizione è aperta al pubblico tutti i giorni dal 24 gennaio al 24 febbraio dalle ore 10 alle ore 18. Ingresso libero.