L’ARTE DI FARE LA CITTA’

Torino città dell’integrazione: la cultura come leva strategica di trasformazione sociale

Eleonora Cappati, 20.02.2016

TORINO – Dal 15 al 19 febbraio ha avuto luogo a Torino la settima edizione degli IAAD TURIN DESIGN WORKSHOP, un sistema di laboratori sinergici organizzati annualmente dallo IAAD (Istituto d’Arte Applicata e Design), con la finalità di motivare e rendere più partecipi gli studenti di questa nota università e, allo stesso tempo, di dare vita a un software in grado di generare istruzioni per creare potenziali opere d’arte.

Alla conferenza di apertura dei lavori hanno partecipato Piero Fassino, Sindaco della Città di Torino, Ilda Curti, Assessore alle Politiche Giovanili della Città di Torino, Cino Zucchi, Architetto di fama mondiale che ha curato i lavori di valorizzazione e recupero funzionale della sede IAAD e del progetto Nuvola di Lavazza,  Marco Boglione, Presidente di BasicNet, Laura Milani, Direttore IAAD e Federico De Giuli, Direttore del Comitato Scientifico IAAD.

In particolare, iltema di questa settima edizione prende spunto dall’opera dell’urbanista inglese Charles Landry “The Art of City Making”, con cui egli si oppone almodello dello urban engineering, ovvero una modalità di progetto e costruzione che si concentra quasi esclusivamente sulle infrastrutture fisiche. Egli dà vita, invece, al concetto di infrastruttura creativa, connubio tra gli elementi materiali e le dinamiche umane di un luogo, le sue connessioni e relazioni e la sua atmosfera. “La creatività civica deve assumere un fondamento etico” sostiene Landry, “essa è, infatti,  la capacità immaginativa di risolvere problemi applicata a obiettivi volti al bene collettivo. Presuppone da parte del settore pubblico un maggiore spirito imprenditoriale, pur entro i limiti istituzionali, e da parte del settore privato una maggiore consapevolezza delle proprie responsabilità verso la collettività”.

Ed è proprio questo ciò che si propone di fare IAAD nella Torino appena nominata Città Creativa UNESCO per il Design: lavorare con e per il territorio locale e globale, per la città e il quartiere.

Con una delibera approvata a fine novembre 2015 dalla Giunta Comunale, Torino si è candidata al bando del Consiglio dei Ministri, che ha messo a disposizione quasi 200 milioni di euro per interventi di riqualificazione sociale e culturale.

 La scuola, negli anni precedenti, ha già messo in atto molti interventi che hanno visto come protagonisti la stessa sede IAAD, il nuovo centro direzionale Lavazza e l’area del quartiere Aurora (collocato nella VII circoscrizione di Torino, vicino al centro storico).In particolare, nella settimana che si è conclusa ieri, IAAD, in qualità di incubatore di innovazione e creatività, ha lavorato con otto differenti laboratori, progettando soluzioni per la riqualificazione di questo territorio:

1 –    Collection for a creative museum

(A cura di Francesca Comisso, storica dell’arteinsegnante al Corso di Laurea in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell’Università di Torino presso la Venaria Reale, in collaborazione con Lisa Parola, autrice di varie pubblicazioni e ricerche, in particolare in tema di politiche culturali, sistema dell’arte e territorio, e Roberto Fassone, artista di fama nazionale)

La sfida del workshop era quella di creare con gli studenti partecipanti delle collezioni materiali e immateriali per l’istituzione di un  “Museo Creativo di Aurora”. Le docenti Francesca Comisso e Lisa Parola hanno invitato l’artista Roberto Fassone, che da anni realizza lavori che esplorano e indagano i processi e le strategie che regolano la produzione di opere d’arte contemporanee. L’obiettivo del laboratorio era quindi quello di produrre nuove collezioni con una metodologia che coniugasse gioco, creatività e ricerca.

2 –    Abitare le fabbriche

(A cura di Matteo Robiglio,Architetto e professore ordinario di architettura e progettazione urbana al Politecnico di Torino, eDaniele Cambobenedetto, architetto e  ricercatore, docente a contratto in progettazione architettonica e urbana presso il Politecnico di Torino)

Spesso i grandi edifici industriali, durante i processi di riqualificazione, vengono trasformati in musei (il nuovo museo Ettore Fico a Torino per esempio), servizi (come il centro del design di Mirafiori), grandi complessi per il commercio o in luoghi del loisir (il Lingotto di RenzoPiano), ma la dimensione dell’abitare viene presa in considerazione più raramente. La sfida di questo workshop era il progetto dell’abitazione collettiva all’interno della ex fabbrica di caratteri tipografici Nebiolo, futura sede di IAAD a Torino, attraverso gli strumenti del design. A questo è stato accostato un ciclo di interventi che hanno puntato a collocare l’attività progettuale dentro il quadro più ampio delle strategie di rigenerazione urbana.

3-    Urban design, minerals and care

(A cura di Alessandro Grella, Dottore di ricerca in Ambiente e Territorio,  Pianificazione Territoriale e Sviluppo Locale al Politecnico di Torino)

Lo sviluppo urbano del quartiere Aurora, pianificato per accogliere attività industriali e bisogni contingenti al periodo fordista, ha avuto un effetto negativo sulla qualità dello spazio pubblico e oggi molti vuoti progettuali rimangono diffusi, nonostante l’insediamento nel quartiere di nuove realtà imprenditoriali, il processo di gentrificazione e alcuni interventi di riqualificazione.

Com’è possibile intervenire in quegli ambiti con i pochi fondi pubblici disposizione?

La risposta è arrivata dalle attività IAAD, trasposte nello spazio pubblico.

4 – Green everywhere, curating urban evolution

(A cura di Chiara Martini, Architetto Paesaggista)

Questo laboratorio si è proposto di incrementare la consapevolezza dell’elemento naturale attraverso l’analisi delle specificità del quartiere Aurora, analizzarne limiti e potenzialità al fine di elaborare progetti che tengano conto delle dinamiche ecologiche che governano le città.

5 – Urban lighting ecologies

(A cura di Walter Nicolino, architetto, membro fondatore e consulente esterno dello studio Carlo Ratti Associati)

Torino è sempre stata all’avanguardia nel settore dell’illuminazione urbana.

In linea con questa tradizione, il workshop ha esplorato il tema della luce da un punto di vista inedito, considerando il suo ruolo sociale come bene comune all’interno della vita della città.

6 – Mobilità come esperienza di viaggio

(A cura di Roberta Novelli, progettista di formazione, laureata in Design del Prodotto Ecocompatibile)

Il laboratorio ha proposto una riflessione sui concetti di esperienzialità del viaggio, percezioni,  relazioni con il contesto e i suoi abitanti con l’obiettivo di  sviluppare un progetto integrato e condiviso di mobilità all’interno del contesto urbano della città focalizzato sul quartiere Aurora.

7 – Aurora balneare, o architettura nella dora

(A cura di Subhash Mukerjee, architetto progettista e professore presso il Politecnico di Torino, e Michele Bonino, professore associato di progettazione architettonica presso il Politecnico di Torino)

Il workshop ha proposto ai partecipanti l’invenzione di un oggetto progettato per esistere sul fiume e facilitare il rapporto dei cittadini con le sue acque: una palafitta, una chiatta, un ponte o un promontorio.

Traendo ispirazione da sperimentazioni già in corso in Europa, il gruppo ha cercato di immaginare un’architettura per far coesistere, sull’acqua, creatività e cultura, divertimento e lavoro.

8 – (Ri)conoscere per (ri)qualificare

(A cura di Eugenio Dragoni, Architetto e PhD in Progettazione Urbana al Politecnico di Torino)

Il laboratorio si è incentrato sul rapporto fra riqualificazione urbana e uso transitorio degli spazi.

Aurora è la periferia ottocentesca della città di Torino, e ne costituisce oggi il baricentro geografico ma non certo sociale e funzionale. Ottenere questa conoscenza era l’obiettivo da raggiungere per i partecipanti al workshop, che sono stati invitati a percorrere fisicamente e mentalmente gli spazi del quartiere in fase di trasformazione o in condizione di degrado e inutilizzo,  focalizzando l’attenzione su quali fossero gli elementi riutilizzabili e quali  le potenzialità inespresse o nascoste di questo territorio.

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