MADRE CÀNOPI, VERA DONNA DI DIO

Luce del mondo  per un cammino di Fede

GIUSEPPE SCIAVILLA, 13.05.2016

ORTA (NO) – Anna Maria Cànopi, al secolo Caterina Cànopi, fondatrice di Monasteri benedettini femminili, nacque a Pecorara in provincia di Piacenza il 24 aprile 1931 ma visse la sua infanzia  e adolescenza nel pavese.

Si laureò all’Università Cattolica di Milano, con una tesi sul filosofo cristiano Severino Boezio: “La Bellezza è consolatrice.

Entrò nell’Abbazia benedettina di Viboldone nel milanese, dove consolidò una solida formazione monastica, spirituale e teologica. Nel 1973 fondò con alcune monache di Viboldone una comunità benedettina femminile sull’Isola di San Giulio sul lago d’Orta nel novarese. Sotto la sua saggia e carismatica  guida di Madre Badessa il monastero è fiorito ed è diventato meta di pellegrinaggi.

Madre Cànopi è la pietra angolare di questa storica Abbazia “Mater Ecclesiae. Da quarant’anni, da quando scelse di rinnovare l’antica Abbazia di San Giulio, dove fede e leggenda insieme stanno da secoli, lei con il suo carisma di Consacrata immersa nella profondità del Mistero divino, che s’intreccia ma non si mescola con l’umanità di una donna semplice e schietta, continua a pregare, leggere e studiare.

Oltre al filosofo Boezio i suoi punti di riferimento sono stati e sono Sant’Agostino, le mistiche Gertrude-Ildegarda-Teresa e la grande Edith Stein. Anche nel campo della letteratura l’autore che ama e predilige è Alessandro Manzoni. Altre due passioni sono Antonio Rosmini e David Maria Turoldo.

Padre Turoldo fu ospite della Madre per una conferenza; di quell’esperienza Lei scrisse: “Lo ricordo così coinvolgente e travolgente”. Padre Turoldo, come il suo confratello servita Padre Camillo De Piaz, riteneva che “La vera fede c’è quando la si è perduta”. Una sentenza che non ha mai scosso Madre Cànopi , infatti ha sempre ripetuto “La fede è sempre trovata. Se sono nel buio, nel buio avanzo nonostante tutto credo, perché voglio credere, perché la fede va sempre ricercata, è un vero cammino.

Da queste sue ricche e coinvolgenti “passioni” letterarie e spirituali, la Madre Cànopi ha composto una Via Crucis per il Venerdi Santo del 1993 secondo la volontà di Giovanni Paolo II. E’ stata la prima donna a ricevere l’invito da un pontefice per dare un prezioso contributo teologico e spirituale in tale circostanza.

Madre Cànopi è considerata una religiosa aperta alle disposizioni del Concilio Ecumenico Vaticano II. Il testo conciliare che ha sempre prediletto è la Costituzione sulla Divina Rivelazione Dei Verbum. “La Parola – afferma – è fonte della Liturgia, della Fede e dell’Ecclesialità”.

Autrice fecondissima e profonda ha scritto molti libri sulla spiritualità monastica e cristiana, tra cui si ricordano testi come: Lo sguardo di Gesù, Maria donna della bellezza interiore e Il Silenzio. Esperienza mistica della presenza di Dio. È considerata  dagli osservatori del suo ministero abaziale una donna della Parola che, tra l’altro, negli anni’90 ha collaborato con il grande  Cardinale Carlo Maria Martini per la versione della Bibbia per la C.E.I., dei nuovi messali e lezionari e del Catechismo della Chiesa Cattolica.

Nel 1995 è intervenuta al terzo Convegno ecclesiale della Chiesa Italiana a Palermo portando la sua testimonianza di monaca benedettina.

Nella sua Abbazia spicca anche un interesse al dialogo ecumenico con la Chiesa orientale, tant’è che il 30 agosto 2009 ha avuto l’onore di ricevere a San Giulio d’Orta il patriarca Melkita-Cattolico Gregorio III Laham, che ha celebrato un Divina Liturgia in rito greco-bizantino.

Va ricordato che anche in Val d’Aosta, a Saint Oyen c’è un monastero fondato da alcune sue monache che sta sotto la sua giurisdizione abaziale. Qui si tengono esercizi spirituali a seminaristi e laici.

Il fascino di Madre Cànopi Donna di Dio è esteso anche fuori dalla sua Abbazia perché in quarant’anni sono germogliate tante vocazioni alla vita consacrata contemplativa. Basti pensare che tutt’ora sono circa 90 le monache che costituiscono il Monastero. Proprio per questo immenso dono che il Signore ha fatto alla sua Abbazia, Madre Cànopi chiama la sua comunità monastica: “La mia Abbazia, è un’autentica isola del tesoro”.