“FESTA DI PRIMAVERA” ORGANIZZATA DALLA SCIENZIATA PROF. MARIA RITA GISMONDO ALL’INSEGNA DELLA BENEFICIENZA

“Premio Donna a Milano 2012” conferito alla giornalista Tiziana Ferrario dalla Fondazione “Donna a Milano Onlus”.

PRINCIPIA BRUNA ROSCO – 21.05.2012

La giornalista Tiziana FerrarioMILANO – Recentemente, nel corso della serata di gala “Festa di Primavera”, organizzata dalla Scienziata Maria Rita Gismondo, Presidente della Fondazione “Donna a Milano Onlus”, sono stati raccolti fondi per sostenere il progetto “One day stop cervical cancer in women in Ghana”. Detto evento, patrocinato dalla Camera dei Deputati, la “Fondazione Donna a Milano – Onlus” ha assegnato alla giornalista Tiziana Ferrario il “Premio Donna a Milano 2012”. Anche quest’anno, dunque, il premio è stato assegnato a una “testimonial d’eccezione” che la Fondazione ha individuato nella dott.ssa Tiziana Ferrario, una donna di spicco che ha saputo affermare, con il suo impegno e con la sua attività giornalistica, l’immagine vincente del capoluogo lombardo in Italia e nel Mondo.

 

La cerimonia di consegna si è svolta nella tradizionale serata di gala tenuta presso la prestigiosa Scuola Militare Teuliè di Milano, durante la quale sono state illustrate le attività svolte lo scorso anno dalla Fondazione e sono state presentate quelle in programma nel 2012.

La “Fondazione Donna a Milano Onlus” è stata istituita nell’aprile del 2005 per volontà della Scienziata Professoressa Maria Rita Gismondo, Direttore del Laboratorio di Microbiologia dell’Ospedale Sacco di Milano, con il prezioso contributo di un gruppo di persone che, come lei, vogliono valorizzare il ruolo familiare e sociale della donna, intesa come motore primo, in seno a tali realtà, d’informazione, innovazione e in particolare di gestione della salute.

La serata è stata condotta dalla giornalista Anna Maria Girelli Consolaro e, nel corso della stessa, sono stati presentati i risultati del primo anno di attività del progetto “One day stop cervical cancer in women in Ghana”. Si tratta di una campagna di prevenzione del cancro della cervice uterina che, grazie al contributo della Fondazione Cariplo, vede la Fondazione Donna a Milano Onlus al lavoro nel paese africano con un metodo innovativo nella diagnosi e nella cura precoce del tumore. Inoltre, è stato presentato il progetto di sensibilizzazione sulla salute e sul benessere delle donne denominato “Il Mezzo alle Donne” realizzato con la Fondazione Doppia Difesa presieduta da Michelle Hunziker in collaborazione con l’associazione ABA, oltre alla presentazione della “Collezione Primavera-Estate 2012” dell’Atelier di Lidia Cardinale.

Al termine della serata, ho voluto intervistare l’importante Scienziata Maria Rita Gismondo:

Cosa l’ha spinta a intraprendere gli studi in medicina? «La voglia di dedicarmi agli altri. La sofferenza fisica, anche se solo più evidente e non meno grave di quella psichica, mi ha sempre colpito e, rimanere inerme non sarebbe stato possibile per il mio modo si pensare e di concepire la vita».

Che cosa Le ha fatto decidere di avviare la “Fondazione Donna a Milano-Onlus”? «La necessità di dedicare parte della mia vita a qualcosa di diverso dal lavoro e di farlo facendo del bene senza avere nulla in cambio. Ho anche pensato di dare alle mie figlie un esempio. Hanno sempre guardato alle mie scelte come loro modello di vita ed ho voluto dar loro un esempio di sapersi donare a chi è meno fortunato di noi».

Quanto lavoro di ricerca richiede il Suo impegno nella Fondazione? «In molti programmi della Fondazione utilizzo la mia esperienza scientifica e cerco anche di coinvolgere in attività di volontariato, colleghi e conoscenti del mio mondo di lavoro. Per esempio, presidente del comitato scientifico di Fondazione Donna a Milano onlus è il premio Nobel per la Medicina, Prof Zur Hausen. Colleghi ginecologi e infettivologi stanno danno il loro contributo in un progetto in Ghana»

La Sua Fondazione è impegnata in un paese africano, specificatamente si occupa delle donne del Ghana, mi dice il perché di questa scelta? «Ho avuto modo di conoscere la gente del Ghana per motivi di lavoro. Come accade ogni volta che vado all’estero, ho cercato di conoscere il tessuto sociale. Sono venuta a conoscere una condizione delle donne che mi ha colpito. In pratica sulle donne pesa tutta la società e loro non hanno tempo per curarsi, per dedicare tempo alla prevenzione delle tragiche malattie che le colpiscono, come il cancro della cervice uterina. Mi sono quindi proposta di trovare energie per aiutarle. Grazie all’aiuto di tante persone che hanno creduto nel progetto, sono riuscita ad attrezzare un ambulatorio, a trovare volontari ginecologi che periodicamente sono disponibili di andare in Ghana e con un metodo rapido, compatibile con la vita delle donne ghanesi, eseguono colposcopie, un test rapido e, in presenza di fasi iniziali di cancro, lo trattano e lo curano definitivamente».

Quali sono stati i risultati del primo anno di attività del progetto “One day stop cervical cancer in women in Ghana”? «Sono state visitate circa 700 donne e ben 220 sono state curate».

Per un progetto del genere ci vogliono davvero tanti fondi, come pensa di riuscire a raccoglierli, oltre che con la Festa di Primavera? «Abbiamo ricevuto un Grant dalla Fondazione Cariplo e da Banca Intesa, ma purtroppo non abbiam ancora avuto contributi che ci possano permettere di continuare il prossimo anno».

Quali sono i progetti futuri della Fondazione? «Sopravvivere! E far sopravvivere i nostri due progetti principali, quello in Ghana e il camper “In mezzo alle Donne”, che si occupa dell’assistenza giornaliera a Milano per aiutare le donne che subiscono stalking e violenza».

Indiscutibilmente, Lei è una grande personalità nel campo medico-scientifico e con una mole di studi indeterminabili, come riesce a far fronte anche a occuparsi di beneficienza? «E’ una questione di priorità. Per me il volontariato è una priorità».

Come vede il Futuro della Sua Fondazione?  «Molto difficile, ma sono sicura che ce la faremo, nonostante la crisi».

La Sua professione di scienziata e quella di donna impegnata a occuparsi di beneficienza, Le danno la stessa soddisfazione? «Il mio lavoro e la Fondazione sono per me un’unica voglia di far del bene. Ho la fortuna di fare un lavoro che mi piace e di fare solidarietà che mi entusiasma».

Sinceramente l’ammiro per l’amore che profonde in queste attività che, sicuramente non si fermano qui, mi può dire in anteprima quali altre passioni coltiva nel Suo animo? «Scrivo libri che hanno sempre protagoniste femminili. Sto scrivendo il mio quarto libro. E poi adoro cucinare».

Che altro si può dire della Prof. Maria Rita Gismondo? Conoscendola già da qualche anno, posso affermare con certezza che è una Donna, una Scienziata, un Medico eccezionale che, insieme a persone altrettanto eccezionali, tiene a cuore la salute delle donne; se poi le donne sono italiane o africane, per lei non fa differenza! Si occupa di un’elevata percezione sociale con la passione che si addice a una persona eccezionale come lei, delle donne del Ghana che, per quanto riguarda la sanità, sono totalmente lasciate a se stesse.  Va ricordato che la situazione sanitaria in quei Paesi africani è completamente inesistente. Lei, con un gruppo di medici, consci che queste donne sono mamme con bambini da allevare, pensano che la loro missione non sia una guerra persa, perciò, si schierano dalla parte dei più deboli, nei confronti di migliaia di ragazze, di mamme che devono essere curate specificatamente per quanto riguarda la malattia letale che colpisce la cervice uterina che, se curata in tempo, si salvano. Questa missione portata avanti dalla Fondazione, Presieduta dalla Scienziata Gismondo, da prova di grande Forza morale e di vivo spirito assistenziale. Curare queste donne e allontanare il pericolo di morte sono obiettivi meritevoli di stima. E’ giusto che la gente sappia che occorre sostenere e rendere forte questa Fondazione affinché faccia, attraverso un pur minimo contributo, quello che vorremmo si faccia per noi o per le nostre figlie. Mi rende felice che la nostra Scienziata Prof. Maria Rita Gismondo, attraverso la sua Fondazione “Donna a Milano-Onlus”, la sua determinazione e la sua fede, insieme ai suoi valenti collaboratori, possa occuparsene al nostro posto.

Alla serata erano il Generale di divisione Camillo de Milato e il famoso medico-sessuologo Prof. Maurizio Bossi.

Chi volesse donare il 5 x 1000: Fondazione Donna a Milano Onlus CF 97403460153

Per informazioni rivolgersi alla dott.ssa Emma Farrugia

Mobile 335.8065726 – info@fdmonlus.it– www.fdmonlus.it