ALLA SCOPERTA DEL TERRITORIO DI DONNAS

Dalle “Barme” di Outrefer ai 1200 scalini del paradiso di Pian Bosonin e Pourcil: una passeggiata di grande interesse naturalistico e culturale

GIANNI FERRARO – MAGGIO 2004

Dopo il successo e l’interesse riscontrati dall’iniziativa delll’autunno scorso, la biblioteca comunale di Donnas ha riproposto le escursioni  «Alla scoperta del territorio», facili passeggiate nel comune della Bassa Valle, per riscoprire luoghi spesso sconosciuti o sottovalutati, ma di grande bellezza paesaggistica e di interesse culturale.

In una bella giornata di inaspettato sole dopo una settimana di pioggia, sabato 8 maggio, un folto gruppo di persone di ogni età si è ritrovato a Outrefer (330 metri – il toponimo significa al di là del torrente Fer), villaggio dell’envers che sorge a pochi metri dalla frequentatissima area attrezzata all’ombra dei castagni di Cignas.

Percorsa la strada asfaltata  che attraversa  il villaggio, il gruppo, guidato da Giuliana Bordet, studiosa della realtà locale, si è addentrato nel boschetto, recentemente sfoltito, che occupa quelli che un tempo erano terrazzamenti coltivati a ridosso del bastione roccioso. Disseminate sotto grandi massi si scoprono parecchie grotte naturali comunemente chiamate “barme”.

Proprio sotto la parete rocciosa inizia la lunga serie di scalini che risale, oltre il bosco, lungo placche soleggiate. Per interrompere il ritmo della salita (i gradini sono oltre 1200), Giuliana proponeva riposanti pause dedicate al racconto di curiosità sulla zona, sulle famiglie dei proprietari di terreni e di case, sugli usi di un tempo… Ci si fermava ad osservare il grande masso piatto su cui venivano adagiati i morti quando, spirati nei villaggi alti, dovevano essere riportati a valle; ci si rinfrescava all’acqua limpida di una sorgente; si cercava di decifrare l’iscrizione di una rugginosa croce a testimonianza di una rovinosa caduta mortale.

Giuliana, preziosa fonte di notizie  notizie e curiosità, raccontava a voce stentorea che «i vecchi, con fatica indicibile e con la testarda costanza dettata dal bisogno, trasportavano la legna dai villaggi alti al piano, seguendo il corso impervio del torrente». Salendo sulla sinistra orografica del corso d’acqua se ne apprezza il rude tracciato, serpeggiante fra aspre rocce, si individua una enorme marmitta glaciale in cui si tuffa una delle tante cascate che si susseguono fra le verdi guje scavate nelle gorge. Arrivati a Pian Bosonin, un pianoro a poco più di 700 metri  di altitudine, si apre lo splendido panorama che spazia sulla valle centrale dal Canavese a tutta la bassa Valle d’Aosta.

Da lassù, dove l’erba del prato si interrompe improvvisamente sul vuoto, fra le mucche al pascolo e le belle abitazioni ristrutturate, si gode una splendida vista sul forte di Bard, sulla strada romana e sul borgo. Ogni casa riporta, incisa nella pietra, la data di costruzione. Giuliana Bordet ha aggiunto quella di ristrutturazione che testimonia l’attaccamento a questi luoghi, difficili da raggiungere, ma che conservano per lei come per pochi altri un grande valore, soprattutto affettivo (la mamma di Giuliana vi è nata). Altri villaggi, come quello di Verfie, raggiungibile col sentiero – non più di una stretta cengia sullo strapiombo – che abbiamo incrociato e che devia verso il Fer, erano un tempo abitati tutto l’anno e posti fra terrazzamenti coltivati; oggi sono completamente disabitati, abbandonati e nascosti dalla vegetazione.

Nella confortevole casa messa a disposizione dalla bravissima e generosa Giuliana si è poi consumato il pranzo al sacco mentre commossa ricordava quando «di inverno non si poteva scendere e per scaldare i bambini si toglieva un’asse del pavimento ponendo la culla nell’apertura in modo che il calore risalisse dalla stalla».

Dopo pranzo si prosegue  per Pourcil, già nel territorio di Hône. Sulla strada resiste una vecchia fornace per la calce: dalla cottura della pietra si ricavava la preziosa polvere utilizzata per tutte le abitazioni di lassù, ma trasportata in gerle anche per quelle del piano. Nel villaggio si erge una cappella dedicata alla Madonna Ausiliatrice che, edificata nel 1896, è stata ben ristrutturata e presenta un particolare campanile in rame che spicca sul verde degli alberi. Pourcil fu servito da acquedotto nel 1880 come testimonia l’iscrizione sulla vasca della fontana.

Sulla via del ritorno si gioiva della piacevole giornata e nel congedarsi ci si dava appuntamento per sabato 15 maggio: la meta sarà la torre di Pramotton. Chi fosse interessato ad un pomeriggio salutare per il corpo e per la mente può prenotarsi entro venerdì alla biblioteca di Donnas (tel. 0125/806508), oppure trovarsi direttamente sul piazzale Pramotton, luogo dell’appuntamento, alle ore 14.00  In caso di pioggia, l’escursione sarà rinviata a data da definirsi.