LAURA  CURINO IN “SANTA IMPRESA”

Nel bicentenario di Don Bosco il ricordo dei Santi sociali, un esempio di operatività nel “fare impresa”che tutti dovrebbero perseguire

SAMANTHA MARCELLI, 26.05.2015                  FOTOGALLERY

TORINO – “Santa Impresa” è uno spettacolo intenso ed attuale  che Laura Curino ed Anagoor stanno portando in scena al Teatro Gobetti di Torino. Solo fino al 7 giugno si potrà vedere questa straordinaria rivisitazione di illuminati personaggi impegnati nel sociale che con il lavoro hanno impresa lasciandoci però un modello di “impresa santa”. Un esempio che pare quasi essere una provocazione per il mondo d’oggi.

Lo spettacolo, che narra frammenti di storie dei Santi sociali dell’Ottocento, è costruito su sette momenti, come sette sono i giorni della creazione, ed è evidente che l’agire di quei santi è presentato come parte e continuazione della creazione stessa. Ma chi erano questi uomini e donne piemontesi ricordati come Santi sociali? E perché ci parlano di qualcosa che riguarda il nostro presente?

Gli episodi delle vite di Don Cafasso detto il prete della forca, degli oratori di Don Bosco e della sua famiglia salesiana, dell’opera di Santa Zita per le donne di servizio avviata da Faà di Bruno, di Don Murialdo con i suoi operai, di Don Cottolengo e del suo fuoco della carità, e della marchesa Giulia di Barolo con la sua proposta di riforma carceraria, sono storie di passione, di impegno, di una dedizione totale a colui che viene abbandonato, rifiutato ed escluso.

Come non vedere in questi Santi opere in linea con la richiesta quotidiana di Papa Francesco di una chiesa missionaria e di preti che odorino di pecora?

Già, ma a distanza di 200 anni che ne è stato delle opere di questi santi? Delle loro imprese che hanno varcato in alcuni casi anche i confini nazionali? Lo spettacolo a tal proposito apre scorci sulle contraddizioni ed i contrasti del nostro mondo globalizzato.

Sul palco una scenografia essenziale: un tavolo, una scala, una grande lampada rettangolare, del pane e come sfondo un maxi schermo con video della Torino di oggi, dove coesistono i bambini portati a scuola in auto di lusso e le mense per poveri, dove ad illuminare e a portare speranza agli esclusi, ai reietti e agli emarginati ci sono ancora persone consacrate o laiche, che stanno continuando ad agire in alcune di quelle sante imprese.

La chiamata di fronte a tanti contrasti e contraddizioni pare esser quella di tornare alla passione di fare impresa non solo per sé, ma anche per gli altri, quegli altriche ci circondano, anche oggi.

In questo spettacolo sui Santi si parla di Provvidenza, non si nomina mai Dio, né Cristo, ma l’immagine del volto della Sindone, in un quadro nella mensa dei poveri, colpisce ed interroga tutti, cristiani e non cristiani. È il volto dell’altro che è di fronte a noi ogni giorno. Anche per questa intensità e per questa forza  lo spettacolo merita di esser visto.

E forse sarebbe utile che lo vedessero anche molti imprenditori e dirigenti d’azienda, non perché diventino tutti santi, ma perché riscoprano almeno il senso e la potenza trasformativa  del “fare Impresa” non solo per sé, ma anche per gli altri.

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Orari degli spettacoli: martedì e giovedì ore 19.30; mercoledì, venerdì e sabato ore 20.45; domenica ore 15.30. Lunedì e martedì 2 giugno riposo. Prezzo dei biglietti: Intero € 27,00. Ridotto di legge (under 25 – over 60) € 24,00.

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Fotogallery gentilmente concessa da Andrea Macchia

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